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E’ la prima volta nella mia vita che sento “un gran freddo dentro l’anima”….

sentimenti mai detti o mai provati o provati ma rinnegati, oppure urlati ed arrogantemente pretesi…

verità nascoste con vergogna, che un giorno scopriamo e delle quali subito dobbiamo pentirci e per le quali, senza averne il diritto, veniamo giudicati…

di fronte ad una piccola vita, che tremante cerca di nutrirsi dal seno della madre, che lotta per la sua esistenzagattini.jpg cercando in lei protezione, capisco che la vita nonostante tutto si rinnova….l’unica cosa reale in un mondo che pare girare per ricominciare un ciclo di menzogne, di sentimanti buttati, di egoismi regalati come fossero doni preziosi…

….e tutto ciò che resta è solo un gran freddo….

Senti quella pelle ruvida,
un gran freddo dentro l’anima,
fa fatica anche una lacrima a scendere giù.
Troppe attese dietro l’angolo,
gioie che non ti appartengono.
Questo tempo inconciliabile, gioca contro di noi.
Ecco come si finisce poi,
inchiodati a una finestra noi,
spettatori malinconici,
di felicità impossibili…
Tanti viaggi rimandati e già,
valigie vuote da un’eternità…
Quel dolore che non sai cos’è,
solo lui non ti abbandonerà mai, oh mai!
E’ un rifugio quel malessere,
troppa fretta in quel tuo crescere.
Non si fanno più miracoli,
adesso non più.
Non dar retta a quelle bambole
Non toccare quelle pillole
Quella suora ha un bel carattere,
ci sa fare con le anime.
Ti darei gli occhi miei
per vedere ciò che non vedi.
L’energia, l’allegria,
per strapparti ancora sorrisi.
Dirti sì, sempre sì,
e riuscire a farti volare,
dove vuoi, dove sai,
senza più quel peso sul cuore.
Nasconderti le nuvole
e quell’inverno che ti fa male.
Curarti le ferite e poi,
qualche dente in più per mangiare.
E poi vederti ridere,
e poi vederti correre ancora.
Dimentica, c’è chi dimentica
distrattamente un fiore una domenica
e poi… silenzi. E poi… silenzi.
Silenzi…
Nei giardini che nessuno sa
si respira l’inutilità,
c’è rispetto e grande pulizia,
è quasi follia.
Non sai come è bello stringerti,
ritrovarsi qui a difenderti,
e vestirti e pettinarti sì,
e sussurrarti non arrenderti.
Nei giardini che nessuno sa,
quanta vita si trascina qua,
solo acciacchi, piccole anemie.
Siamo niente senza fantasie.

(Pubblico)Sorreggili, aiutali,
ti prego non lasciarli cadere.
Esili, fragili,
non negargli un po’ del tuo amore…

Stelle che ora tacciono,
ma daranno un senso a quel cielo.
Gli uomini non brillano,
se non sono stelle anche loro.
Mani che ora tremano,
perché il vento soffia più forte…
non lasciarli adesso no,
che non li sorprenda la morte.
Siamo noi gli inabili,
che pur avendo a volte non diamo.
Dimentica, c’è chi dimentica,
distrattamente un fiore una domenica
e poi… silenzi. E poi… silenzi.Silenzi…

(Renato Zero) 

Da giorni volevo scrivere questo post, ora che ho un pò di tempo lo faccio…

Qualcosa che fa pensare: http://it.wikipedia.org/wiki/Disegno_di_legge_Levi-Prodi 

sacchettini da armadio alla lavanda

Dedico questa categoria

ai diversi lavori che mi diverto a fare con i profumi, illustrati con foto…

Buona lettura!

Ti venero,


mia sola luce,


spirito che tutto governi.


Mi fai sentire pura


mi fai sentire straniera


in mondi coperti da veli


balbettamento di parole infantili


luccichio di vane promesse


promessa di vane speranze.


Copro gli occhi


fermo il flusso del respiro


fermo il flusso del suono.


In un mondo di silenzio


scopro felicità negate,


in un mondo vuoto


trovo il vero essere.


Il buio e la luce,


l’amore e l’odio,


la verità e la menzogna,


gli opposti


si annullano.


Seguo la scia


di pensieri solitari,


seguo la strada


della fine


e trovo la pace.

da “Pensieri nell’ombra”, Emanuela Sortino

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Ave Maria


tu che sei pura


rendi pura la lordura attorno a me.


Ave Maria


tu che sei innocente


leva la diffidenza verso chi non lo riesce ad essere.


Ave Maria


tu che sei madre


proteggimi come figlia.


Ave Maria


tu che sei madre


dammi la felicità di esserlo.

 

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Acqua pura inonda il mio viso,


immergi i miei occhi coperti


dalla pesantezza di immagini


ripetute, viste e ancora riviste.


Aria fresca solleva il mio corpo inerte


sottile come vento, pesante come roccia,


inutile brandello di carne


vano tentativo di vita.


Sento l’esistenza orribilmente


dilatata in spazi di finzione


schiacciata da false verità.


Aspetto la fine


Aspetto la liberazione


Anelo alla libertà.

 

da “Pensieri nell’ombra”, Emanuela Sortino

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Il filo delle mie aspettative


giace spezzato ai miei piedi


e qui langue la fine della vita.


Prego


strisciando sul mio corpo lacerato


di possedere il tuo ultimo sguardo.

 

da “Pensieri nell’ombra”, Emanuela Sortino

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Il peso del mio cuore squartato


è un fardello sulle mie ossa,


è l’acqua del mio pianto,


è la linfa della mia vita che viene succhiata via.


Raccolgo le mie reliquie


sparse lungo strade deserte


e resto a osservare, immobile, la fine della mia storia.

 

da “Pensieri nell’ombra”, Emanuela Sortino

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les_amantes.jpeg

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“Dov’è il mio cuore, lì è la mia casa”

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