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Quando ero piccola avevo come immagine dell’amore quella dei miei genitori. Una coppia, in una casa, con una figlia, con dei genitori (più o meno sopportabili), con dei fratelli e delle sorelle, anche loro coppie con dei figli. Durante la settimana al lavoro, nel fine settimana a casa, a dedicarsi ai propri hobbies ed a me.
Felicità? Non saprei. Solo ho sempre creduto che ci fosse un solo modo di vivere. Questo.
Sì, certo, sapevo di altre coppie separate o divorziate, o rimaste senza il compagno. Ma questo non era la normalità. Solo una sventura, che poteva capitare solo agli altri.
Nei miei genitori c’era paura solo per le cose che potevano accadere all’esterno della loro coppia: la malattia, la perdita del lavoro, il costo della vita, il contratto della casa. Altre paure non esistevano.
Nessuno di loro ha mai pensato che l’altro potesse limitarlo nelle scelte, fargli rinunciare a dei sogni, fargli perdere le sue libertà. Le richieste dell’uno venivano accolte dall’altro ed insieme si pensava a cosa era meglio fare. Le paure erano comuni. I desideri erano comuni. Ognuno partecipava ai desideri dell’altro.
Ora che dovrei avere anche io tutto questo, mi rendo conto che per me questo è un sogno. Non è l’unico ed il solo modo di vivere possibile. E’ quello che tutti vorrebbero, ma che nessuno pensa di fare, perchè sempre si ha paura dell’altro. Ci si difende da pericoli immaginari.
Si dice spesso “ti amo”, “tu sei la persona giusta”, “voglio avere dei figli con te”.
Ma poi si ha paura: “prima voglio vivere da solo per un pò”, “magari per qualche anno potresti venire da me per il fine settimana, mentre durante la settimana ci dedichiamo al lavoro”, “perchè non proviamo a convivere per un pò? Così se vogliamo sposarci ne siamo sicuri”.
Bene. Io non ho paura.
Amare non è un concorso a premi, per cui quando vinci ti sposi.
Non puoi “provare” ad amare, per essere sicuro…di cosa? Amare è una serie “continua” di prove. Per tutta la vita lo metti in discussione, in ogni istante e per ogni cosa.
Amare non è avere le proprie libertà. Amare è sentirsi liberi di dare se stessi all’altro senza paura.
Ho dato me stessa in un rapporto tempo fà. Ero pronta a essere una sola cosa con la persona che amavo. Ero sicura e mi sentivo al sicuro. Mi sentivo ricambiata.
Invece c’è stata paura. Ero un pericolo, una minaccia per le sue libertà.
Solo perchè ho chiesto di poter decidere con lui l’abitazione dove avremmo vissuto. Una scusa, ovvio.
Ma vale sempre questo:
Sarebbe bello essere nuvole
avere un mondo da inseguire
fermarsi solo un attimo
e se c’è noia scomparire
Vero?


30 comments
Comments feed for this article
Febbraio 9, 2008 a 5:40 am
Le tue iniziali sul mio cuore « Donna e madre
[...] invece eccomi qui. Leggo l’ultimo post di emaki81: quando capitano queste cose mi chiedo sempre se è vero che le coincidenze non [...]
Febbraio 9, 2008 a 5:47 am
donnaemadre
Cara Emaki, questo tuo ultimo post ha ispirato il mio, in cui viene citato.
Una frase mi ha colpito soprattutto: “Mi sentivo al sicuro”: l’abbiamo provato tutti, ed è lì che il “tradimento”, esistenziale, apre una voragine.
Ma non me la sento di parlarne. Non ora.
Febbraio 9, 2008 a 2:04 pm
Mauri
@donnaemadre
Sull’argomento potrei scrivere un libro. Quando avrete voglia di sentire una lunga disquisizione sull’argomento dal punto di vista maschile…!
Permettimi un complimento stilistico: scrivi splendidamente!
Febbraio 9, 2008 a 3:45 pm
donnaemadre
Grazie Mauri! Siamo tutt’orecchie per la lunga disquisizione sull’argomento dal punto di vista maschile! Sei invitato sul mio blog, abbiamo anche un “angolo delle chiacchiere” per disquisizioni su ogni tipo di argomento.
A rileggerci!
Febbraio 10, 2008 a 5:46 pm
Matteo
no… non vale… non è mai valso….
quella frase assume un significato sbagliato in questo contesto….
Febbraio 10, 2008 a 9:34 pm
Michelangelo
che bella pillola di saggezza…
In questi tempi dove ogni cosa è minata da incertezza, anche i sentimenti soffrono di continue instabilità, assoggettati alla continua mutevolezza degli eventi.
Chissà perchè. Sembra che una vita stabile e felice sia diventata o una scialba normalità o una chimera irraggiungibile.
Forse il problema è che ai giorni d’oggi siamo abituati a pretendere molto e a dare poco?
Febbraio 11, 2008 a 5:02 am
donnaemadre
Probabilmente è così… non c’è più il concetto del “costruire”… tutt’al più assemblare: ma coi sentimenti non funziona.
Febbraio 11, 2008 a 10:41 am
emaki81
@matteo: una frase “abusata” porta ad essere usata nel modo sbagliato…anche senza rendersene conto.
@mauri: anche io non vedo l’ora di leggere la tua lunga disquisizione in proposito…
@michelangelo: il problema secondo me è la nostra epoca nella sua interezza.
Vogliamo l’”emancipazione”: ma emanciparsi non significa non dover costruire più nulla, significa essere consapevoli di quello che si sta costruendo, non farlo perchè “si deve fare” ma farlo perchè lo si vuole fare.
Vogliamo essere liberi: ma essere liberi non significa guardare con diffidenza ogni essere umano che si avvicina a noi perchè un possibile nemico della nostra libertà. Noi in realtà siamo schiavi della paura di non essere liberi. Non siamo liberi.
Ci sentiamo sicuri noi stessi: ma in realtà viviamo in una condizione di continua instabilità, siamo senza meta, non abbiamo traguardi, non abbiamo posti dove andare. Vaghiamo continuamente, un pò da una parte e un pò dall’altra.
Secondo me noi siamo abituati a prentendere molte cose. Ma ci concentriamo solo sul pretenderle. Tanto che quando queste cose le abbiamo, non ce ne accorgiamo neppure, perchè si può sempre pretendere qualcosa di nuovo e di diverso.
@donnaemadre: è vero. La maggior parte delle persone “assembla” una vita più o meno normale. Non sfiora neppure il pensiero che “costrurla” è più bello ed il risultato dura di più.
Febbraio 11, 2008 a 1:26 pm
emaki81
@donnaemadre
PS: ho letto il tuo post riferito al mio….mi dispiace di averti fatto venire alla mente ricordi di sentimenti passati ma ancora scottanti….
E’ bella però questa “con-passione” nel senso semantico del termine (come dice Kundera nell’”L’insostenibile leggerezza dell’essere”)…a me fa sentire meno sola….
Febbraio 11, 2008 a 1:34 pm
Cla
è interessante l’idea che la gente cerchi di assemblarsela una vita: in caso di incompatibilità si può sempre provare a cambiare qualche componente!
Rende molto l’idea del senso comune riguardo all’impegno, al cercare di capire, a valutare a cosa si potrebbe rinunciare per tenersi qualcosa (= qualcuno, in genere…) di importante….
Sembra che per paura di rinunciare alla liberà si rinunci poi a prendere delle decisioni.
Schiavi della propria libertà, si ha paura di tenere qualcosa di bello per sè, nell’eventualità magari di poter poi, un domani, essere “liberi” di cogliere un’ipotetica “migliore opportunità”.
Siamo liberi di essere soli…
Febbraio 11, 2008 a 3:55 pm
Mauri
Oggi vi risparmio la versione maschile (ista) della faccenda anche perchè verrei probabilmente bannato
.
Espongo allora le ragioni del cuore.
Di un cuore che sogna, ma che ci ha creduto solo fino ad un certo punto, in una storia adolescenziale e succesivamente matura, per prendere atto poi della realtà.
La mano nella mano a ottant’anni, la morte dell’uno quando viene a mancare l’altro sono aspetti tra i più romantici che ci possa offrire la nostra vita.
Ma spesso sono solo sogni, se non un ripiego.
Però la coppia indissolubile, la simbiosi assoluta esiste, ma solo in rari fortunati casi.
Quando si faceva una scelta nel passato, diceva donnaemadre, era per sempre. Vero, ma spesso erano le consuetudini sociali, la condizione della donna che sopportava ogni cosa, il non mettere se stessi davanti a tutto che consentivano il perpetrarsi nel tempo del rapporto.
Oggi in una società sempre più incentrata sull’individuo, sul piacere e le libertà personali ed in cui nessuno, da una parte e dall’altra, è disposto a rimetterci qualcosa, le scelte sono spesso diverse con separazioni, amanti, ricerche di emozioni che poco hanno a vedere con il poter guardare in faccia la tua famiglia e sentirti veramente a casa.
In più l’indole umana non è votata alla fedeltà ed alla monogamia o meglio bisogna avere dei valori in grado di respingere le tentazioni (di libertà, di trasgressione, di apaio individuale) ed in nome dei quali si possano stabilire le priorità della vita per non vivere costantemente nell’ipocrisia e nel risentimento.
La coppia simbiotica esiste, ma si tratta di un’eccezione, sia per gli aspetti sociali contemporanei, sia per la presa di coscienza di valori sempre più individualistici.
Quando si realizza, però, si raggiungono mete che agli altri non è dato toccare!
Febbraio 11, 2008 a 4:06 pm
Mauri
“apaio” nella mia lingua starebbe per “spazio” ;-P
Febbraio 11, 2008 a 10:52 pm
onofrio
Anche se non mi paleso,torno spesso a leggere il tuo blog; mi sembra di entrare in un salotto in cui degli amici trattano degli argomenti molto interessanti e, dividendosi le esperienze,acuiscono la propria capacità di comprendere le cose della vita.In altre parole mi piace quello che tratti, come lo tratti e mi piacciono le persone che partecipano alla chiacchierata ed il loro modo di presentare i propri commenti.
Alle volte non riesco a sottrarmi alla voglia di dire la mia e questa è una di quelle!
E’ bellissimo amare senza paure ma temo che sia una mera utopia. Sarebbe come vivere senza paure…del tutto impossibile.
La paura è un istinto animalesco, primordiale,essenziale senza del quale forse ci sarebbe solo la non coscienza e quindi il non essere (giustamente definiamo incoscienti coloro che mostrano sprezzo per il pericolo e rischiano).
La paura non è una brutta cosa, bisogna imparare a conoscerla e a gestirla perchè non diventi terrore.Ecco il terrore è irrazionale e ti fa commettere errori su errori; la paura no, la paura la conoscono bene gli animali quando viene stimolato quello che chiamiamo istinto di conservazione e forse tante cose vengono conservate grazie alla paura, non solo la vita. E se la mia più grande paura fosse di perdere l’Amore mio? E se l’ Amore mio avesse lo stesso reciproco timore? E se poi avessi paura di avere dei figli che non conoscono i giusti valori della vita? E se in conseguenza di ciò ogni mio comportamento, ogni atteggiamento, ogni rinuncia (che preferisco definire “scelta”) fosse indirizzato a conservare l’ Amore mio, ad indicare ai miei figli,con un esempio di vita quotidiana, la strada della buona famiglia, dell’amore,del rispetto, della lealtà,dell’ onestà ecc…?
Febbraio 12, 2008 a 8:19 am
lealidellafarfalla
Quoto michelangelo,
oggi si vive in modo sempre più precario anche i sentimenti
Febbraio 12, 2008 a 7:29 pm
donnaemadre
Bellissima l’immagine di Cla, “schiavi della libertà”… sembra un ossimoro, ma è la tragica realtà…
Ci penserò su… conosco (?!) uno “schiavo della libertà” che a forza di “tenersi libero” per una migliore occasione, sentimentale e lavorativa, alle soglie della boa del mezzo secolo non ha combinato un tubo né in un campo né nell’altro….
Febbraio 13, 2008 a 11:30 am
emaki81
@onofrio: grazie per il tuo apprezzamento verso questo spazietto….tra l’altro hai fatto i complimenti anche a tutti quelli che ci scrivono, che è ancora più importante…
Quello che tu dici lo condivido in pieno.Forse sono stata troppo generica a parlare di “paura di amare”….provo a spiegarmi meglio: quello che io “condanno” non è avere delle paure quando si intraprende un percorso con un’altra persona. E’ giusto e normale avere paura di perdere il proprio amore, di non essere in grado di trasmettere quello che vorresti ai tuoi figli o di renderli infelici. Queste paure le ho anche io. Quello che io invece non capisco è un’altra cosa: la paura di legarsi ad una persona. Il guardare le persone che incontriamo nella nostra vita con sospetto, perchè legandoci ad esse potremmo perdere qualcosa. Nella vita secondo me occorre fare delle scelte: se vuoi una compagna o un compagno di vita non puoi chiedergli di esserlo a metà. Chiedere di vivere con lui o con lei solo per un pò (qualche anno o, addirittura condividere solo i weekend), rimanere “fidanzati” in eterno praticamente, perchè così ognuno rimane padrone dei propri spazi e si prende la minima responsabilità possibile. Le paure che dici tu vengono dopo aver fatto questo passo: vengono nel momento in cui hai fatto la scelta di legarti ad una persona e ti sei preso la responsabilità di tutto quello che comporta.
@lealidellafarfalla: la precarietà in tutti i campi, dal lavoro alla vita all’amore, fa parte della nostra generazione pare….
@donnaemadre: alcuni di noi sono schiavi della libertà, altri secondo me sono schiavi della paura di perdere la propria libertà….l’effetto è circa uguale comunque….
Settembre 9, 2008 a 12:21 am
Mik
Che vuol dire quando una persona sta bene con un altra, è gelosa, passa momenti di intensa passione, vuole bene, ha sempre le puille dilate quando parla con il tipo (io), ma non riesce ad innamorarsi perchè “ha paura di legarsi”?
Se uno crede, nonostante tutto ed il rifiuto, che quella sia la donna dela propria vita, deve comunque farsene una ragione o mostrarle rinnovato amore e insistere nel cercare di sedurne il cuore???
Settembre 9, 2008 a 9:43 am
emaki81
Caro Mik,
è una domanda difficile. Non so neppure se esiste una risposta giusta ed una sbagliata.
Io sono stata insieme ad una persona con cui avevo fatto tanti progetti e sulla quale avevo aspettative di vita assieme, e mi era parso di capire che anche lei la pensava come me. Ma mi sbagliavo. Perchè lei al momento di fare delle scelte, mi ha dimostrato che non lo voleva. Perchè aveva paura di iniziare una vita con me. Finchè eravamo fidanzati andava bene, ma il passo successivo lo ha spaventato e si è tirato indietro. Non apertamente, ma facendo delle scelte di vita inconciliabili con quelli che erano i nostri (forse all’inizio nostri, poi solo miei) progetti di cominciare una vita assieme.
Io allora ho fatto una scelta: personalmente, per come sono fatta, ho scelto di finire la storia. Perchè ho pensato che non era quello che volevo. Io volevo avere accanto a me una persona che mi amasse, con cui confrontarmi per prendere le mie e le nostre decisioni, ma che fosse coraggiosa e pronta a prendere delle decisioni coraggiose. Non volevo qualcuno che avesse paura di amare o che, nonostante le sue paure, non volesse essere aiutato a superarle.
Ma questa è stata una mia scelta, che mi ha fatto soffrire e di cui ancora ora porto i segni, anche se si sono in parte rimarginati.
Pertanto non posso consigliarti altro che guardare quello che vuoi da questa persona, capire se questa persona ti può dare ciò che vuoi ma non ci riesce e, in questo caso, se vuole farsi aiutare a dartelo. Quello che io terrei sempre a mente, però, è di non sottovalutare mai quella che può essere una tua necessità: prima o poi, anche se le metti a tacere, vengono sempre a galla….
Un abbraccio
Settembre 9, 2008 a 10:21 am
donnaemadre
@mik: forse, più che non riesce a innamorarsi, mi pare che non riesca a dire che si è già innamorata…
Settembre 9, 2008 a 10:55 am
emaki81
Sono d’accordo…però paura d’amare è anche paura di dirlo, secondo me…perchè se sei innamorata e ami, devi anche riuscirlo a dire…
Settembre 9, 2008 a 12:51 pm
Mik
Grazie ad entrambe.
La donna in questione ha una specie di blocco che le impedisce di vivere con la necessaria serenità l’idea di un legame.
Se stiamo vicini e insieme sta bene, mi fa capire e mi dimostra che è attratta e tiene molto a me, mi considera un’ottima persona, ma poi magri quando resta sola viene assalita da una sensazione di disagio (almeno questo mi ha detto) all’idea di metterci insieme. E preferisce glissare e scappare.
Secondo voi è il caso di soffocare l’amore che provo per lei e rinunciare all’idea di stare con lei?
Settembre 9, 2008 a 1:01 pm
emaki81
Scusa ma…in che senso scappa?
Cioè, quello che mi chiedo, è se siete riusciti a conoscervi un pochettino…se riuscite almeno a frequentarvi….oppure scappa anche da questo?
Settembre 9, 2008 a 3:42 pm
donnaemadre
@Mik: forse è una donna che ha sofferto troppo, e non ce la fa a lasciarsi andare, ha paura che un’altra botta non riuscirà a reggerla (ne so qualcosa… se sapeste come scappo io… però io scappo prima, prima, molto prima… non ci arrivo a provare l’attrazione… ).
Che dirti, la sfera di cristallo per prevedere il futuro non ce l’ha nessuno, ma se fossi in te io me la vivrei: giusto nel mio blog ho riportato recentemente qualcosa sui rimpianti, e lo occasioni non afferrate, per paura o altro ( http://donnaemadre.wordpress.com/2008/09/08/non-tornano/ )
*** giocatela… ma non ci indugiare vent’anni…***
Settembre 9, 2008 a 9:14 pm
Mik
@ entrambe
: siamo stati insieme per diverso tempo (2 anni). Poi ci siamo lasciati proprio per questa sua incapacità di vivere bene l’idea di una relazione stabile. Le fa paura e le crea disagio. La fa “scappare” da me e le impedisce di legarsi come vorrei io (o qualunque persona che ami un’altra).
Lei “ambisce” ad una storia perfetta, al principe azzirro, pur sapendo razionalmente che non esistono, e che bisogna costruire giorno dopo giorno una storia duratura, e che la stessa è fatta di alti e bassi, momenti alle stelle ed altri “normali”.
Ma il fatto è che non ce la fa.
Dopo che ci eravamo lasciati la prima volta, ci siamo ritrovati, grazie ad amici, dopo un anno questa estate. E la passione è scoppiata nuovamente travolgndoci letteralmente.
All’inzio a 1000, poi piano piano però lei ha ricomiciato a distaccarsi lentamente…
Io me ne sono accorto ma ho fatto finta di nulla. Ho cercato di non metterle pressione, crearmi altri interessi, accettare la condizione per quella che era.
Ma ora siamo punto e a capo. Lei non riesce a vivere bene l’idea di dipendere da un’altra persona, a dover dare conto ad un compagno. E ci siamo lasciati nuovamente.
Ho fatto di tutto per conquistarla, ma forse insistere, corteggiarla, farle capire quanto la ami è inutile.
I miei amici dicono che una donna non cambia. E che insistere, per quanto la ami immensamente, non mi porterebbe certo alla felicità alla quale io ambisco.
Ma loro, purtroppo, non sanno che lei è l’unica donna che io abbia mai amato con l’anima.
p.s. Claudia non ha mai avuto sofferenze d’amore come quelle dalle quali si potebbe pensare che voglia scappare.
@donnaemadre: bellissima la storia. E la mia paura di perdere lei è proprio la paura di vivere la situazione della persona che è stata lasciata andare via. Perchè sono sicuro che insieme ci faremmo felici a vicenda.
Conosci la poesia “lentamente muore”? Beh, io ho paura di morire lentamente soffocando una grande passione…
Ma non vedo alternative.
Settembre 9, 2008 a 11:26 pm
donnaemadre
No, non conosco la poesia, mi farebbe piacere se me la procurassi.
I consigli degli amici lasciali perdere, però in questo caso mi sa che ci hanno azzeccato: cioè se cambia a cinquant’anni, quando vede che le occasioni si diradano e la solitudine si affaccia alla porta, magari la cosa non ti aiuta.
Non esiste un solo grande amore: sarà stata l’unica che tu abbia amato finora ma, se non ti incaponisci autolesionisticamente, non sarà l’ultima.
*** Non morirai, tranquillo: oppure risorgerai. Garantito. ***
Settembre 9, 2008 a 11:57 pm
Mik
Credo che il giusto ragionamento sia questo. Anche se il mio cuore oggi mi dice altro.
Non so. In fondo sono un romantico determinato. Nei prossimi giorni avrò le idee più chiare e deciderò se dimostrarle lo stesso amore (senza pressarla assolutamente) o se chiudere per sempre questa finestra sul mio cuore.
La poesia è questa, magari poi segnalala tu dove è più opportuno.
E’ di una scritrice Brasiliana, anche se molti la attribuiscono a Pablo Neruda (ma non è sua!).
————-
“Lentamente muore chi diventa schiavo dell’abitudine,
ripetendo ogni giorno gli stessi percorsi,
chi non cambia la marca o colore dei vestiti,
chi non rischia,
chi non parla a chi non conosce.
Lentamente muore chi evita una passione,
chi vuole solo nero su bianco e i puntini sulle i
piuttosto che un insieme di emozioni;
emozioni che fanno brillare gli occhi,
quelle che fanno di uno sbaglio un sorriso,
quelle che fanno battere il cuore
davanti agli errori ed ai sentimenti!
Lentamente muore chi non capovolge il tavolo,
chi è infelice sul lavoro,
chi non rischia la certezza per l’incertezza,
chi rinuncia ad inseguire un sogno,
chi non si permette almeno una volta di fuggire ai consigli sensati.
Lentamente muore chi non viaggia,
chi non legge,
chi non ascolta musica,
chi non trova grazia e pace in sè stesso.
Lentamente muore chi distrugge l’amor proprio,
chi non si lascia aiutare,
chi passa i giorni a lamentarsi della propria sfortuna.
Lentamente muore chi abbandona un progetto prima di iniziarlo,
chi non fa domande sugli argomenti che non conosce,
chi non risponde quando gli si chiede qualcosa che conosce.
Evitiamo la morte a piccole dosi,
ricordando sempre che essere vivo richiede uno sforzo di
gran lunga
maggiore
del semplice fatto di respirare!
Soltanto l’ardente pazienza porterà al raggiungimento di
una splendida
felicità.”
Settembre 10, 2008 a 6:25 am
donnaemadre
Che buffo, proprio io l’avevo pubblicata tanto tanto tempo fa ( http://donnaemadre.wordpress.com/2007/06/10/contro-il-pericolo-dellapatia-contro-la-gente-che-lascia-che-sia/#comment-18 ). Me l’avevano “passata” come di Neruuda ma, come leggerai, avevo immediatamente espresso le mie perplessità sull’attribuzione di questa paternità.
Ma per la tua storia, è proprio una frase di Neruda che ti voglio riproporre, e la risposta che diedi quando, costretta a dimenticare qualcuno, la vita mi ha dimostrato ancora una volta che ci si riesce, ci si riesce…
Non assomigli più a nessuna da quando ti amo. (Pablo Neruda )
Quando amiamo una persona, diceva Neruda, non assomiglia più a nessun altra. Ma, aggiungo io, quando l’amore è finito, torna a confondersi tra la folla. Magari con un abito appena appena più chiaro. (DM a Raccontidelcuore)
Trovi questi citazioni, accanto ad altre, nella pagina del mio blog “Pensieri d’amore”: secondo me offre spunti su cui riflettere.
Settembre 10, 2008 a 9:41 am
emaki81
Caro Mik,
io credo che non esista un modo per risolvere la situazione, se non che lei riesca a superare queste sue paure. Il fatto che sia successa la stessa cosa sia la prima che la seconda volta nella vostra cosa, dimostra che questo suo limite lei ha grosse difficoltà a superarlo. E che tu da solo, non per un limite tuo ma probabilmente per un limite suo, non riesci ad aiutarla.
Io penso che può sempre succedere di tutto nella vita, quando meno ce l’aspettiamo magari….vivi la tua vita, come dice DM, il tuo sentimento rimarrà con te sempre, ma non lasciare che governi tutta la tua esistenza…scopri cosa c’è dietro un’altra porta, scopri se è più bello o più brutto, guarda dove portano le strade che sono davanti a te.
Esiste tanto da amare nel mondo: sii questo e vedrai che ne sarai ripagato, e non avrai rimpianti.
Un abbraccio
PS: la poesia che mi hai lasciato è molto bella. Segui il suo consiglio: non lasciarti morire.
Settembre 11, 2008 a 1:49 am
Mik
Grazie ad entrambe. Le vostre parole mi hanno aiutato molto a riflettere.
@donaemadre, ho letto la sezione pensieri d’amore ed è spledida…
Settembre 11, 2008 a 7:01 am
donnaemadre
Grazie…