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Tutto nello stesso giorno.
Fatti che mi fanno molto pensare.
E sommati a quello che si è vissuto e si cerca di lasciare alle spalle fanno pensare ancora di più.
Mi chiedo cosa succeda agli uomini.
Faccio subito questa premessa per non essere fraintesa: non parlo delle donne, non per femminismo (mai stata femminista), ma perchè vivo esperienze da donna, pertanto noto il comportamento dell’altro sesso, quello maschile.
Il discorso può essere pertanto ribaltato. Per facilità faccio l’esempio dal mio punto di vista. Ma solo perchè sono una donna.
Quando volevamo emanciparci (parola troppo abusata secondo me) la maggior parte degli uomini non volevano. E le donne lo hanno desiderato ancor più, proprio perchè era loro proibito.
Col tempo (e con la lotta) questa parte maschile contraria ha desistito e le donne hanno potuto ottenere alcune cose: poter lavorare, anche raggiungendo livelli molto alti, il diritto di studiare al pari dei fratelli maschi della famiglia, vestirsi a proprio piacimento, poter partecipare ad un rapporto affettivo e sessuale liberamente, con gli stessi diritti e doveri che prima appartenevano solo all’uomo.
Ora però gli uomini si sono assestati in questa condizione di emancipazione della donna e sembra che non li fermi più nessuno.
I rapporti uomo – donna sono sempre più superficiali…lo sono per gli uomini e quindi, per la parità dei sessi, lo devono essere anche per le donne……e sia l’uomo che la donna ne pagano le conseguenze.
Ogni uomo che conosco, giovane o maturo, sposato, single o convivente, si sente in diritto di provarci, solo perchè di fronte ad una ragazza (nel mio caso anche giovane, ma ho visto che non è una prerogativa essenziale). E con quale sfacciataggine….e con quale arroganza….tentano in ogni modo di approfittare di una qualsiasi situazione di debolezza, sono subdoli e viscidi, ma soprattutto estremamente diretti. Ci provano con te e poi ci provano con la tua amica compagna di università, oppure nel frattempo tirano avanti più storie…ogni parvenza di femminilità è una possibile persona con cui provare a tentare l’approccio. Senza freni. Se lo fai notare ti senti dire: “oggi come oggi è normale…” “siete voi donne per prime che lo desiderate” “pensare ad una storia seria e solo con una persona è da bigotti” “il matrimonio è la tomba dell’amore” ecc. ecc.
Mi chiedo: è il risultato dell’emancipazione?
Così ecco cosa succede…
Esci con un ragazzo un giorno, mano nella mano, ed una settimana dopo vieni a sapere che si è sposato con quella che credevi la sua ex…Sei una ragazza emancipata e di conseguenza sarebbe anacronistico prendersela male. Era solo una storia di sesso. Lui poteva cambiare idea quando voleva. Senza prendersi alcuna responsabilità verso di te.
Un uomo maturo, con una carriera alle spalle, ti tartassa con frasi d’amore, lo sbandiera ovunque, quasi lo pretende e poi vieni a sapere che la stessa cosa faceva con le sue alunne diciottenni…Sei emancipata e pensi: “speriamo che almeno fossero diciottenni”…
Vieni a sapere, dopo essere stata lasciata da un ragazzo perchè dopo l’unica sua storia d’amore dice di non essere in grado di amare nessuna donna, che dopo pochi mesi ci sta provando con una tua amica… (allo stesso identico modo con cui lo ha fatto con te…il lupo perde il pelo ma non il vizio…..)….Sei emancipata e pensi che in effetti è libero di provarci con chi vuole. Forse ti ha mentito ma sicuramente non ti deve nessuna spiegazione.
Sono solo cose che sono successe…Mi guardo attorno e vedo che i rapporti tra i sessi sono quasi tutti così…e poi ti succede di leggere sul giornale che una donna ha quasi staccato a morsi i testicoli del suo uomo perchè esasperata, in quanto lui non voleva lasciare la moglie….
Io come donna penso: gli uomini sono impazziti? O sono sempre stati così e questa condizione di emancipazione (finta emancipazione) gli ha dato solo una mano per continuare ad esserlo? O è il mondo che si è messo a girare al contrario?


88 comments
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Marzo 5, 2008 a 7:50 am
donnaemadre
Che argomento che hai trattato, cara Ema! Questi uomini…
Con le mie amiche, ovviamente, non si parla d’altro: li amiamo, cerchiamo di capirli ma, ahimé, ad amarli ci riusciamo, a capirli no.
Quando mia madre diceva “Gli uomini sono…” si riferiva esclusivamente a mio padre, quintessenza ai suoi occhi di tutti gli uomini del mondo: noi abbiamo un panorama leggermente più vasto (ho detto leggermente…), diretto e indiretto, e quando ne parliamo, ahinoi, è un pianto collettivo.
Uomini viziati, immaturi, irresponsabili, bugiardi, uomini in fuga… uomini deboli, mercè delle mamme e delle ex…, uomini avari, uomini per cui l’igiene personale è un optional… uomini che quando diventano padri si sentono trascurati dalla ex, e anziché aiutarla vanno a piangere sulle spalle di qualcun’altra, perché loro, a quaranta, cinquant’anni, hanno bisogno di tutte quelle coccole che il neonato è venuto a usurpare.
Tutti così? No, ma sicuramente troppi quelli che rientrano in queste categorie.
Di tutto quello che mi dici, la cosa che non mi impressiona è che un uomo dica di non essere in grado di amare più nessuna donna, e poi invece ricominci a guardarsi intorno: beh, questa mi pare semplicemente la vita, capita a tutti, uomini e donne, e meno male! Perché mai si dovrebbe morire d’amore, o condannarsi alla solitudine per qualcuno che non ci ha ricambiato? Il tempo, graziaddio, fa il suo corso…
Uomini viziati. Dalle donne. Dalle madri e dalle compagne. Persino dalle figlie, che sono le uniche donne a tener loro testa, ma che li adorano a oltranza.
Uomini che si permettono tutto: sarà perché ci sono sei donne per ogni uomo e quindi, pure se ne fanno a pezzi cinque, cascano sempre in piedi? Sarà, come dice un mio amico, perché hanno miliardi di spermatozoi che premono ogni secondo, mentre noi, con il nostro misero ovuletto mensile, che oltretutto si autoelimina, non abbiamo la pressione sessuale che hanno loro? Quella pressione che gli fa mettere in gioco tutto quello che hanno costruito in una vita, per una sguaiatona dal rossetto volgare, la minigonna all’inguine e le trasbordanti tette in fuori?
Sarà perché hanno bisogno di sentirsi importanti, e quindi la persona mentalmente autosufficiente non li attira, e vanno alla ricerca delle cause perse?
Sarà perché hanno bisogno di accudimento, di “appendere il cappello”, come si suol dire, e cercano quella che li governi, che faccia loro da mamma e che, come la mamma, non chieda nulla in cambio?
Sarà perché hanno il complesso di passare per gay, e quindi se non ci provano con tutte sembra loro di essere venuti meno a un atavico dovere?
O sarà proprio perché non capiscono come va il mondo? Quando ho letto su Libero, nei vari commenti scatenati dalla notizia della madre costretta a risarcire padre e figlio (quella in cui veniva citata anche una parte di un mio post, per intenderci): “io do i soldi regolarmente, e lei non mi ha mai invitato a un compleanno di mio figlio! “ ho pensato “Invitato? Ma si rende conto che è il padre? Si rende conto che forse, invece di stare seduto in attesa di essere invitato, si sarebbe dovuto proporre per organizzare, e aiutare quella povera madre a incollarsi le bottiglie di Coca Cola e succhi vari, ad aprire e riempire cento/duecento panini, a gonfiare i palloncini con scritto “buon compleanno” e, insomma, a fare tutto quello che serve per organizzare una festa?” No, loro devono essere “invitati”, arrivare, trovare tutto pronto, e mettersi in panciolle, magari a intrattenere qualche mammina più piacente: e questo diritto deriverebbe loro dall’averci messo un semino anni or sono, e avere staccato un assegno a fine mese. Ma se il bambino ha la febbre, lui non può mancare dall’ufficio, perché il suo è un lavoro importante e, sia ben chiaro, che pure se lui fa l’impiegato del catasto e da lei dipendono decine di persone, il giorno di permesso se lo deve prendere lei. Lui lavora: e allora, caro uomo, non sarai tu che ti presenti come Bancomat? Non sarai tu che ritieni che, staccato l’assegno, il tuo compito si è esaurito, e da quell’assegno fino a quello del mese prossimo, ci sono solo diritti?
Cara Ema, il dovere mi chiama, ma tornerò sull’argomento.
Marzo 5, 2008 a 10:30 am
emaki81
“sicuramente troppi quelli che rientrano in queste categorie” è proprio questo che è il problema…
Parlando con un uomo, mi diceva: “pensa a quante donne trovano normale tutto questo andazzo…si sono adattate…..
e quando un uomo le dice “ti amo” senza guardare da un’altra parte scappano spaventate da questo “pezzo di antiquariato” che le vuole legare, ingabbiare e farle perdere la libertà di farsi prendere in giro….”
Stiamo ovviamente sbagliando qualcosa….ma come facciamo a non rendercene conto? E come possiamo fare a rendercene conto?
Marzo 5, 2008 a 11:07 am
donnaemadre
E’ proprio vero, ognuno ha le sue esperienze, ed essere persone perbene, con sentimenti autentici, non deve essere facile né da una parte né dall’altra: ma perché non ci incontriamo? Io ho avuto un uomo che era veramente una persona ok, vittima di una st… , nella cui rete lui cadde perché faceva tanto la povera donna bisognosa di protezione. Beh, lui era talmente ferito, che aveva finito con il vendicarsi di chi gli capitava a tiro; mi voleva bene, ma dentro di sé aveva il terrore che potessi rivelarmi come l’altra, e più si innamorava, più vedeva davanti a sé lo spettro del dolore che non aveva mai superato, e si “difendeva”. Ora, io posso anche capire il trauma, ma questo non mi rende disponibile a fare la vittima sacrificale. Anch’io ho un mio passato, anch’io ho sofferto, ma se non sono in grado di costruire un nuovo rapporto, non lo costruisco e basta, non vado a far pagare il giusto per il peccatore.
Mamma mia, queste due metà del cielo!
Marzo 5, 2008 a 11:13 am
emaki81
Tutto può essere ribaltato…anche io penso di aver fatto soffrire qualcuno…e chissà quanta rabbia potranno portare con sè queste persone…Quanti errori che si fanno….ma è possibile fare la cosa giusta? Oppure la vita non è altro che la serie dei nostri errori…?
Marzo 5, 2008 a 12:17 pm
very
ho letto il tuo post e posso dirti che condivido pienamente quello che dici. Le tue riflessioni sono identiche a quelle delle ragazze della ns generazione…Siamo in tante a sognare l’ amore, a cercarlo, a non trovarlo e finire con un bell “2di picche”…A volte mi domando se esiste per me l’uomo ideale, quello che mi AMERA’ davvero, che vorrà passare del tempo con me, condividere la vita con me, le gioie ed i dolori….non lo sò…io in amore nn sono mai stata particolarmente fortunata. Può darsi che l’altra mia metà della mela sia già marcita. E se ho imparato una cosa dalle mie esperienze è prendere la vita per come viene….I ragazzi con intenzioni serie, con la voglia di innamorarsi ci sono….ne sono sicura….Io ho semplicemente smesso di cercarli….(se poi capiterà….ben venga!).
Marzo 5, 2008 a 1:00 pm
Cla
Che casino….
mi sono perso…
sono 37 anni che mi sono perso….
che mi chiedo cosa ci faccio qui…..
in mezzo a oggetti animati che fatico a riconoscere come uomini e donne…
capisco le gattare che cercano affetto dai felini, non avendolo mai trovato in un bipede…
ma siamo capaci a fermarci un attimo e guardarci allo specchio (senza bisogno di avere un rossetto o un rasoio in mano…) e guardarci negli occhi (e non nel fondotinta o nella rasatura)….
secondo me siamo tutti impazziti: ci stiamo buttando nel cesso, felici pure di tirare la catena…
Non ci siamo accorti che si vive una volta sola, altrimenti non ci auto-prenderemmo così per i fondelli (ciascuno i suoi, anche se in realtà crede che siano quelli del vicino)…
Ok fine dello sfogo.
Scusate.
Carissime,
condivido in pieno tutte le vostre osservazioni.
E come uomo non mi offendo nemmeno.
Non mi irritano.
Non mi sento sollecitato ad una scomoda difesa.
E non mi sento nemmeno in dovere di fare un mea culpa a nome della categoria a cui appartengo.
Semplicemente perchè voi non state parlando di uomini e donne.
Qui si sta parlando di persone che fanno finta di essere uomini e donne.
Che non hanno capito che un uomo ha si’ paura, ma non si comporta da vigliacco con la propria compagna. E vice-versa, naturalmente.
Paura di amare? Ma è come avere paura di mangiare, di respirare. Cosa vuol dire?
Paura di non essere all’altezza: questa è giustificata.
Ma metticela tutta almeno prima di gettare la spugna.
Prenditi delle responsabilità. Dimostra di avere due ………. (che anche le donne ce li hanno, e spesso più di noi).
Prova a costruire qualcosa, credici, sceglia a cosa rinunciare per non distrarti dal tuo obiettivo.
Affronta degli sbattimenti.
E chiudi le porte che sai che non ti conducono dove vuoi tu, che fa corrente…..
Ma invece è più comodo lasciarsi la classica via di fuga alle spalle, non si sa mai…..
Mai prendere una posizione decisa, potresti pentirtene:
“E se ora mi lego ad una persona e domani ne trovo una/uno meglio? E che so’ fesso?”
Bene! Continuiamo così. Bravi/e.
Bello svegliarsi ogni domenica mattina vicino ad uno/una diverso….. Eh….. Che quando fai l’amore non dici mai il suo nome per paura di confonderti…..
E magari il letto dove ti trovi sarebbe già di un’altro/altra.
Ma abbiamo il coraggio di dire la verità: questi sono comportamenti da ragazzini*, non da uomini e donne.
(*Ciascuno sostituisca pure al termine “ragazzini” quello che ritiene più appropriato).
Io non ho molti amici, ma sono persone in gamba, sulle quali posso contare (verificato…), e lo stesso vale per le mie amiche.
Questo per dirvi che gli Uomini e le Donne, quelli che non fanno finta, esistono, ne ho le prove.
E la mia donna non scappa in preda al panico quando le dico “ti amo”….
Un forte abbraccio.
Un pezzo di antiquariato…
Marzo 5, 2008 a 1:31 pm
arthur
Cla, se avessi voluto dire qualcosa sull’argomento (ancora qualcosa…), avrei detto le stesse cose che hai appena scritto.
Nell’antiquariato mi ci ficco volentieri anch’io.
Marzo 5, 2008 a 1:49 pm
emaki81
@Very: ciao! Che piacere leggerti qui….benvenuta!
Sì, siamo donne deluse, deluse soprattutto dagli uomini…ed in attesa, perchè di più non si può fare. Non so te, ma io le ho provate tutte…spero solo che le cose vadano meglio….
@cla: quoto in toto….
Marzo 5, 2008 a 1:54 pm
Fabioletterario
Ema, i nostri due post, oggi, sono proprio agli antipodi!!
))
Marzo 5, 2008 a 2:03 pm
Cla
@Very: l’amore viene trovato, non va cercato: non è un luogo comune, ma esperienza personale, oltre che una frase da una canzone di Sergio Cammariere.
Quando avevo deciso che era solo il caso di dedicarmi al lavoro, agli amici (veri) e alla mia vita e di riprendere le ricerche tra un paio d’anni, quando avessi risolto i miei problemi lavorativi e di altro, e ormai mi stavo quasi godendo l’indipendenza e la “tranquillità”, ecco che in pochi mesi non sono più solo ad affrontare la vita….
Prova….
Ciao
Marzo 5, 2008 a 2:13 pm
emaki81
@Fabio: sì, è vero….le coincidenze a volte!
Marzo 5, 2008 a 6:22 pm
raccontidelcuore
Ciao Ema mi dispiace di quello che hai scritto sugli uomini. Mi dispiace perchè hai parlato degli uomini senza fare distinzione.
Io credo che “l’amore” sia vissuto in modo comsumistico, ma in questo caso non possiamo chiamarlo amore ma in altro modo.
L’amore è un altra cosa, accompagniarsi per un un periodo ad un uomo o ad una donna, per passare delle belle serate e per condividere dei momenti di piacere non è amore.
Siamo abituati ad avere tutto a prendere e a dare poco in cambio, il minimo.
L’amore è un altra cosa.
Chi ha amato senza condizioni, senza egoismi, senza pretendere niente in cambio può capire cosa sia.
L’amore è un cicatrice che non va più via, l’amore è un pensiero che non sparisce nel tempo, l’amore è un altra cosa.
Se parliamo d’amore allora non sono d’accordo con te, se parliamo dell’egosimo di due persone che decidono di passare un po’ di tempo insieme per divertirsi, allora si sono d’accordo con te allora vai bene tu, ma anche la tua amica se è carina come te, allora va bene la studentessa, se ha il sedere più bello o il seno più grosso.
Ma questo non è amore cara Ema
Ma l’amore è un altra cosa la cosa trieste è che spesso la gente non capisce la differenza tra amore e infatuazione tra more e piacere di stare assieme tra amore e piacere di fare l’amore.
Come dicevo l’amore è una altra cosa.
Marzo 5, 2008 a 8:00 pm
markinho
@raccontidelcuore: Sono completamente d’accordo con te. Ho l’impressione che per nessuna delle storie raccontate si possa parlare di amore.
@cla: bello il tuo ultimo commento… verrò a rileggerlo spesso…
Aggiungo un pensiero: forse di questi tempi in cui emancipazione femminile e diciamo “crisi dei valori” facilitano la rottura di rapporti c’è in giro molta gente che ha sofferto x amore.
Se si tratta di persone immature o egoiste la conseguenza può essere perdere di vista il “senso” dell’amore. Che è, io credo, amare qualcuno + di quanto si ama se stessi.
Marzo 6, 2008 a 12:40 am
engelsblick
@ raccontidelcuore: la tua delicatezza mi colpisce sempre – e sarei d’accordissimo con te, se non fosse che sono in fase disfattista, e quindi mi viene da dire semplicemente che l’amore è un impegno nobile, serio, faticoso ma carico di sorprese, gioie… che il nostro mondo ha ormai barattato col sesso. Chi ha più voglia di mettersi in gioco davvero? A parole siamo tutti grandi fan dell’amore e dei buoni sentimenti, poi al dunque siamo qui a paingerci le ferite, perchè nessuno è veramente all’altezza dei propositi…
@cla: dopo aver letto il tuo primo commento ti avrei chiesto sfacciatamente di conoscerti. Ma mi sembra di capire che qualcuno ha fatto prima di me…:-(
Ma io non posso non chiedermi: se è così difficile, raro… praticamente impossibile – perchè continuiamo a cercarlo, questo benedetto amore?
Marzo 6, 2008 a 7:40 am
emaki81
Sono d’accordo con engelsblick….”Chi ha più voglia di mettersi in gioco davvero?” è la parola chiave….quasi nessuno…
Certo, non è amore. Sono solo rapporti con l’altro sesso.
Ma l’amore dove è? Può ancora esistere? Se ci si rapporta in questo modo, le basi per costruire un amore non si formeranno mai. E comunque…anche se non scatta l’amore, è giusto comportarsi sempre in questo modo con le persone dell’altro sesso?
Caro Marco: “perdere di vista il senso dell’amore” è esattamente quello che volevo dire. E mi colpisce quando dici: “amare qualcuno + di quanto si ama se stessi”…sembra che ormai sia un lusso, sia farlo che riceverlo….
Marzo 6, 2008 a 11:56 am
Elle
Cara Emaki, anch’io mi ero soffermata a riflettere sull’universo uomo-donna mesi fa…ne era venuto fuori un post così:
http://2elle.wordpress.com/2007/09/13/lovethis-is-the-question/
E leggere il dibattito che ne è venuto fuori su questo tuo post…me lo ha fatto ricordare.
Infondo sono sempre gli stessi interrogativi che ci girano in testa…e le risposte? mah…arriveranno, spero.
A volte basta cercarle, altre volte arrivano da sole. Non affanniamoci però…
Marzo 6, 2008 a 12:10 pm
Giovanni
Come dicevo spesso non sappiamo nemmeno che cosa sia l’amore, solo se lo hai provato, facilmente non lo confondi.
Purtroppo molti vivono la vita interera senza aver l’occasione, la fortuna di conoscerlo.
Come si fa a parlare di panna montata se non l’hai provata, se non hai apprezzato il suo sapore, la sua consistenza, il suo odore, la sua fragranza, il suo sapore, è impossibile.
In merito a chi ha ancora voglia di mettersi in gioco.
Io dico sempre, poi guardare le gente che gioca a carte e vivere la felicità indirettamente di chi vince e la delusione di chi perde, ma non è la stessa cosa. Puoi giocare e puntare poco, avrai piccole soddisfazioni o piccole delusioni, oppure puntare molto e in questo caso potrai avere grandi gioie o grossi dolori.
Io ho amato tanto, sempre con il cuore è ho avuto delle grandi gioie che hanno ripagato le grandi delusioni e le sofferenze che ho provato.
La vita è fatta così devi decidere che cosa puntare e quando ha senso farlo.
Ma alla fine che senso ha la vita se è piena solo di brevi incontri magari anche belli di sesso.
Io preferisco rischiare e ogni giorno, aprire il mio cuore al mondo, alla gente, alla fortuna, agli altri.
gio
Marzo 6, 2008 a 1:18 pm
Fabioletterario
Ah, io sono dell’idea che le coincidenze non esistano…
Marzo 6, 2008 a 2:12 pm
emaki81
@elle: ho letto il tuo post, in effetti abbiamo toccato lo stesso tema…ed anche tu parlavi di emancipazione…
Anche io spero che le risposte arrivino, è tutta la vita che le aspetto. Cerco di non affannarmi. Ammetto che questo post l’ho scritto perchè ne ho viste tante e tutte nello stesso momento. La riflessione è stata proprio incontenibile…
@giò: sei come Cla, che si definiva un pezzo di antiquariato….
@Fabioletterario: se non è coincidenza, cosa è secondo te?
Marzo 6, 2008 a 6:20 pm
raccontidelcuore
E’ così vecchio Cla????
Marzo 6, 2008 a 6:26 pm
raccontidelcuore
Io non sono ancora un pezzo di antiquariato, spero di non diventarlo mai preferisco, il modernariato .
Marzo 6, 2008 a 11:47 pm
Onofrio
Certo che gli uomini vengono fuori proprio con le ossa rotte; questi poveri figli, viziati dalle madri, dalle sorelle, dalle mogli, dalle amanti, dalle figlie…ma possibile che tutte le donne si prodigano per viziare questi maschietti impedendo loro di diventare pienamente maturi sbattendo il proprio muso contro le dure realtà della vita senza che intervenga una donna a soccorrerlo e a lenirne le pene? Così vedo ragazzi immaturi presi e rigirati come calzini da coetanee ben più mature e scaltre; vedo ragazze che tradiscono i sogni d’amore di ingenui fanciulli; vedo ragazze che pretendono di modificare del tutto il carattere, i comportamenti , le attitudini dei loro giovani compagni per farne un soggetto più aderente a quello che è il ragazzo dei propri sogni salvo poi a buttare nel cestino il mostro che ne viene fuori; vedo ragazzi soffrire per le pene d’amore come non era mai successo in passato; vedo ragazzi incerti della propria personalità come non era mai successo prima; purtroppo ho visto da vicino un giovane marinaio sparatosi con l’arma con cui faceva la guardia, da solo, in una notte splendida sotto il cielo della Sardegna…era stato lasciato dalla sua ragazza; vedo ragazzi che dopo le prime delusioni rinunciano a cercare l’amore ed allora sì che saltano di fiore in fiore facendo male a se stessi ed ai fiori.
Ma quale è oggi il sesso debole? La cronaca è piena di delitti commessi da uomini abbandonati, di uomini che si tolgono la vita perché la propria donna l’ha lasciato, di uomini che dopo tanti anni continuano a cercare di recuperare il rapporto con la propria compagna; non è CAPACE DI STARE SOLO L’UOMO, deve sempre avere una donna accanto; le vedove raramente riprendono marito (qualcuna pensa “e che sono scema che mi faccio incastrare ancora”) sono rarissimi i vedovi che non cercano una nuova sistemazione.
Quanto è debole quest’uomo!
Ma forse voi, così forti, così positive, così mature e comprensive, rocce salde nelle case e nelle famiglie, forse voi li amate anche per questo, che siano mariti, che siano amanti, che siano figli o fratelli
Onofrio
Marzo 7, 2008 a 7:37 am
markinho
@Ema: Già. Un lusso. Qualcosa di futile che costa molto di + di quello che vale. Posso solo dirti che x quanto mi riguarda non è un lusso ma una necessità e come me ci sono altre persone.
Ognuno dei commenti a questo post lo dimostra.
@Onofrio: mooolto interessante il tuo pensiero.
Marzo 7, 2008 a 9:04 am
emaki81
@Onofrio: Caro Onofrio,
sapevo che ci stavi leggendo…
è vero ciò che hai scritto, l’ignoranza a livello sentimentale non ha sesso. Può essere maschile come femminile. E non esiste più la distinzione tra sesso debole (come femminile) e sesso forte (come maschile). Esiste un sesso forte e un sesso debole che possono essere maschili o femminli a seconda dei casi.
L’uomo non è capace di stare da solo e la donna neppure…avendo però un modo diverso di vedere le cose, generalmente l’uomo per non stare da solo spesso fa il “puzzone” (scusate per il termine un pò “popolare” ma rende bene) mentre la donna la “martire”….e tutto ciò fa parte del gioco.
Parlando come donna, sono delusa ed amareggiata, perciò ho, come si suol dire, il “dente avvelenato”. Come tante altre donne. Perchè vorremmo attorno a noi uomini più forti, più stabili, più equilibrati, più maturi…e non vogliamo essere prese in giro ed ingannate. Penso che anche tanti uomini vogliano la stessa cosa. Ma alla fine se cerchiamo le stesse cose, perchè è così difficile trovarle?
@marco: il mio blog è ben frequentato…
siamo quasi tutti della stessa lunghezza d’onda…
@giovanni: no, cla non è vecchio….assolutamente….
Marzo 7, 2008 a 9:20 am
Giovanni
Scherzavo ovviamente
Marzo 7, 2008 a 10:15 am
emaki81
certo…
Marzo 7, 2008 a 10:28 am
donnaemadre
Sì, veramente interessante il commento di Onofrio, anche se non mi apre molte prospettive nuove. Gli uomini che si uccidono per amore non mi fanno cambiare idea: il mancato rispetto per la vita, il sacrificio estremo per la causa persa, il vivere una storia senza nessun equilibrio, non mi commuovono. Diceva una mia amica (per la verità, una “nostra” amica…): “La vita mi ha insegnato che gli uomini hanno dei princìpi e dei buoni sentimenti quando non si possono permettere di non averne”. Io non dico che l’appoggio in pieno, però posso dire di avere visto gli stessi uomini che si struggevano per amore in alcune occasioni, fare gli emeriti mascalzoni in altre.
Sì, è vero, molte donne cercano di cambiare l’uomo e poi abbandonano il mostro che ne è uscito fuori: ma che uomo è quello che si fa cambiare al punto tale da diventare il Frankenstein della situazione? E poi, quando incontrano una ragazza a posto, una che li rispetta, si rifanno su di lei. Ho conosciuto uomini leali, stratraditi dalla propria moglie, che per questo motivo non si ritenevano più in debito di fedeltà con la propria onesta compagna, ho conosciuto uomini che hanno fatto abortire la propria compagna innamorata e poi, a situazione ribaltata, hanno pregato in ginocchio la str***a di turno di non uccidere il loro bambino. Siamo noi che non vi facciamo crescere? Probabilmente è vero, ma voi siete vittime volontarie. Voi quella che vi responsabilizza non la volete: è scomoda, faticosa. Vi costringe a pensare, a prendervi delle responsabilità: e allora fuggite.
Ho tanti amici maschi, li adoro, ma non riuscirei a essere la loro compagna neanche mezz’ora. Lavoro in un ambiente maschile, e sul lavoro vado infinitamente più d’accordo con gli uomini che con le donne (ovviamente parlo sempre in senso lato), ma ogni volta che i discorsi vertono sui sentimenti, accendo un cero a sant’Antonio per non avere nulla a che scompartire con loro a livello sentimentale. Ma il fatto che tu ricordi, che il vedovo generalmente si risposa e la vedova no, la dice lunga: il matrimonio è comodo per l’uomo. La donna è stata per lungo tempo succuba dell’idea del matrimonio, si sarebbe sposata qualsiasi carciofo bollito pur di avere la fede al dito, salvo poi rendere la vita impossibile a quel povero disgraziato colpevole di non corrispondere al principe azzurro delle sue infantili fantasie: in questo, i signori uomini hanno ragione. Ma è il vedovo che si risposa, non la vedova: l’uomo non sa stare solo, ma non sa coesistere con una compagna degna. Quanti uomini esprimono il desiderio di una donna “senza grilli per la testa”? Ma di che avete paura? Ma non sapete che l’ “acqua cheta” generalmente è proprio quella che ve ne farà di tutti i colori? Dio ci guardi dalla persona debole, non mi sono mai piaciute le jene che si presentato con la pelle d’agnello, quelle persone il cui comportamento dipende da come li condiziona chi sta loro intorno: e questo vale per uomini e donne, ma generalmente sono le donne quelle più inclini a mascherarsi da “micine”, per poi tirare fuori gli artigli da tigre non appena si sentono al sicuro. Ma queste, e lo dico con infinita tristezza, sono le donne che gli uomini scelgono.
Marzo 7, 2008 a 10:49 am
emaki81
A me un ragazzo che frequentavo ha detto che avrei dovuto essere “una ragazza semplice, senza troppe pretese” e si lamentava del fatto che non lo ero.
L’ultimo che ho avuto diceva di apprezzare la mia personalità (che mi aveva scelto proprio per questo), ma poi si è stupito del fatto che non ero d’accordo di andare ad abitare in una casa che aveva scelto lui con sua madre (ovviamente vicino a lei), senza neppure farmela vedere (diceva che avrei potuto vederla dopo che lui l’aveva già comprata ed aveva aperto un mutuo di ben 25 anni e si meravigliava che io non volessi….)
Io sono una persona forte e alle volte ben determinata, ma sono leale e sono onesta con gli uomini…. ho cambiato la vita di alcuni di loro e loro se lo sono fatti fare ed ancora mi ringraziano….ma dagli altri non ho fatto altro che prendermi pesci in faccia: volevano che avessi la mia personalità, ma alla fine non ero mai come loro volevano e per questo sono stata maltrattata senza troppi problemi….
Se fossi stata una donna di quelle che “non hanno pretese” e avessi detto: “sì caro, vengo ovunque mi dici tu, faccio tutto quello che dici tu” mi sarei trovata sposata e magari in attesa di qualche bel bambino…ma poi non sarei magari stata in grado di educarlo, di trasmettergli interessi e sarei stata uan noia mortale per mio marito… sarei stata un pò più “stupidina” e meno volitiva, però forse sarei stata più amata?
Una cosa è certa: il mio blog (se mai lo avrei avuto) non sarebbe stato così come lo vedete ora
Marzo 7, 2008 a 11:00 am
donnaemadre
Per la questione casa hanno discusso in parecchi, e la ragione era sempre la stessa: lui si stupiva di come a lei non stesse bene che avesse scelto senza neanche consultarla la casa in cui avrebbero dovuto vivere insieme, presumibilmente per una vita. Bisogna però dire che per l’uomo la casa non ha la stessa valenza che per la donna, e quindi gli è difficile capire il nostro punto di vista: per noi è spesso il nostro nido e la nostra reggia, una parte di noi, quasi un arto, per l’uomo è un posto dove dormire, cambiarsi, farsi la doccia, e da cui raggiungere agevolmente il lavoro (e la mamma, vuoi mettere?). Per quanto riguarda la personalità, è una vechia storia: si innamorano della ragazza brillante ed esuberante, e poi ne sono gelosi.
*** Uffa, quant’è difficile! ***
Marzo 7, 2008 a 11:22 am
emaki81
Ma io mi chiedo: quando una donna dice loro che per lei la casa è una scelta importante, è normale che la vicinanza con la mamma sia un fattore maggiormente determinante di un esigenza (e diritto) della propria moglie??
Io gli uomini li spavento: ormai l’ho capito…che corse prendono quando scoprono che ho molta più personalità e capacità di loro! I colleghi maschi invece mi accettano di più….ma sul lavoro mi vedono come un uomo…il nome della mia professione, infatti, non ha neppure il femminile!
Marzo 7, 2008 a 11:35 am
donnaemadre
Beh, stavolta mi dissocio un po’… Io apprezzo i figli che non abbandonano i genitori e che non si fanno allontanare da loro dall’amore di turno: certo, tutto questo deve essere fatto con equilibrio, e nel pieno rispetto del proprio compagno o della propria compagna. Un conto è non abbandonare, un conto è farsi invadere: probabilmente doveva insistere di più con te per trovare un punto d’incontro, scegliere la casa con te, ma vicino a sua madre, e invece ti ha fatto trovare davanti al fatto compiuto. E poi dipende pure da chi è sua madre: se è una che avrebbe avuto le chiavi di casa, e le avrebbe usate per venire tutti i giorni, senza preavviso, dentro casa vostra per giudicare come la tenevi… beh, in quel caso penso che l’unica soluzione sia la fuga!
Marzo 7, 2008 a 11:56 am
emaki81
Cara Diemme, sono già fuggita…
Ti faccio solo un esempio: le è stato dovuto dire esplicitamente che ora che aveva fatto comprare al figlio la casa dove voleva lei non doveva intromettersi anche sul suo arredamento….insomma, ci voleva anche arredare la casa…
Non so se avrebbe avuto le chiavi di casa, ma di sicuro avrebbe chiamato il figlio ogni volta che gli faceva male un’unghia…come alla fine già faceva….
Marzo 7, 2008 a 12:12 pm
donnaemadre
Cara Ema,
essere madre è un’esperienza così particolare… non deve essere facile lasciare andare un figlio. Quando poi una donna è vedova (non so se nel tuo caso lo fosse), è ancora più dura. Io sono una che prende di petto le situazioni, ne faccio una questione di principio, di giusto e di sbagliato, ma in questi casi è un comportamento che non paga: sono le donne che hanno portato lentamente l’acqua al loro mulino quelle che hanno avuto partita vinta in questi casi.
Anche rovesciando – del tutto accidentalmente, si intende! – il caffè sulla tappezzeria scelta dalla suocera…. e trovandosi costretta a cambiarla in sua assenza!
Marzo 7, 2008 a 1:11 pm
emaki81
No, non era vedova, solo molto egoista, sia col marito che col figlio (io non entravo neppure nei suoi calcoli, mi odiava già dal primo giorno, anche se non sapevo chi ero e non mi aveva nemmeno ancora visto….).
Non avevo voglia di cambiare la tappezzeria rovesciandovi incidentalmente il caffè sopra…non volevo la guerra, perchè non doveva esserci nessuna guerra.
Visto come sono e come sono sempre stata, dichiarazioni di guerra erano proprio fuori luogo…e questo, secondo me, va al di là della fatica a lasciare andare un figlio e a lasciargli fare la sua vita….
Marzo 7, 2008 a 1:15 pm
Cla
Cari donnaemadre ed onofrio, è veramente molto interessante leggere i vostri commenti, e trovare tanto equilibrio, tanto rispetto (di voi stessi per cercare di capire le situazioni e degli altri per cercare di farsi capire in modo chiaro e pacato).
E’ davvero raro trovare persone che vogliano confrontarsi, e non imporre le proprie verità assolute (secondo me alcuni fanno questo anche per autoconvincersi…).
Che non hanno paura delle posizioni degli altri nel timore di accorgersi che sono meglio delle proprie.
Che prendono in considerazione la possibilità di cambiare idea se qualcuno fa vedere che ci possono anche essere idee migliori…
Grazie!
Marzo 7, 2008 a 1:24 pm
donnaemadre
Non era guerra…. a tutti può capitare di rovesciare il caffè sulla tappezzeria…
Il problema però non è la mamma egoista, ma il figlio immaturo e mammone che non è in grado di metterla al suo posto: io ho un parente che adora sua madre in maniera esagerata, ma che non le ha mai permesso ingerenze nella sua vita. E siccome lei non poteva tenergli i bambini se…. si sono arrangiati diversamente, tra scuole private e baby sitter: ma ognuno a casa propria!
Marzo 7, 2008 a 1:33 pm
emaki81
Sì, hai ragione…in effetti l’idea del caffè è buona…dato il fatto che lei sicuramente avrebbe messo la tappezzera (dati i suoi gusti) sarebbe stato divertente farlo….
Il problema era sicuramente lui…e poi ho pensato che se valeva il detto “tale madre tale figlio” era meglio scappare a gambe levate…. a parte il dolore e la delusione che ho provato e provo tutt’ora….
@cla: grazie dei complimenti verso i miei lettori….è un complimento anche verso di me ed al quale mi associo
Marzo 7, 2008 a 1:46 pm
donnaemadre
@Cla: grazie anche da parte mia, sei sempre così caro. Il confronto è una delle maggiori fonti di arricchimento, io ho sempre sostenuto che quando gli altri ci rendono partecipi delle proprie idee e dei propri sentimenti ci fanno un regalo, che ci permette inoltre di ampliare i nostri orizzonti: probabilmente anche se ascoltassimo questa madre, riusciremmo a metterci parzialmente nei suoi panni e a capire il suo punto di vista. Magari condividerlo no, però capire da che nasce e perché si esprime in quella forma.
Per quanto riguarda “tale madre tale figlio”, non sono assolutamente d’accordo anzi, a volte è proprio il contrario. Certo, nessun frutto cade lontano dall’albero… la famiglia ci forgia e ci influenza, ma non siamo cloni dei nostri genitori: abbiamo una testa per pensare e una società intera con cui confrontarci. E ti dirò, cara Ema, spesso da madri molto energiche vengono fuori figli deboli e sottomessi, e viceversa.
Marzo 7, 2008 a 1:54 pm
Cla
Era un complimento, si, ma era sottintesa anche una osservazione: io penso che quando c’è ragionevolezza, onestà (anche e sopratutto verso sè stessi) e voglia di farle funzionare le cose, alla fine le cose funzionano.
Voglio dire: se due persone proprio non funzionano assieme non c’è niente da fare: ma è possibile che non se ne siano accorte nei primi 3/4 mesi?
Come mai dopo 2 o 3 anni vengono fuori problemi tali da mandare a monte una relazione?
Non sarebbe il caso di essere più onesti e di dire francamente che non se ne ha più voglia, che ci si era sbagliati, che si è cambiati…
Come fai a dire di amare una persona e poi scegliere il “vostro” appartamento con tua madre invece che con lei. E invece di riconoscere che questo non va bene dici a *lei* che ti sta creando dei problemi.
Come fai a fare un figlio e poi lamentarti che la tua ex non ti invita al compleanno di *tuo* figlio, invece di contribuire ad organizzare una bella festa per *tuo* figlio?
Ma di più onestamente che in realtà te ne importa poco.
Più importante essere vicino a mamma’ e non scontentarla.
Più importante farti i fatti tuoi e lamentarti che ti escludono dalla vita di tuo figlio….
Diventa tutto più importante della persona che amavi….
Non era la tua vita?
Bha….
forse mi sono perso qua……..
Mi dite dove mi trovo????
Marzo 7, 2008 a 2:03 pm
donnaemadre
Ti trovi con noi, alla grande!
Marzo 7, 2008 a 2:05 pm
Cla
@ donnaemadre: d’accordo con te sul provare a mettersi nei panni degli altri per capire.
Spesso ti porta a giustificare i loro comportamenti, a capirli anche se non li condividi.
Però: quel poco di esperienza che ho della vita mi dice che a volte essermi messo nei panni di qualcuno mi ha solo…. attaccato i pidocchi!!!!
In altre parole: alcune persone proprio non fanno uso del cervello neanche in misura minima, figurati del cuore….. e quindi in certi casi non c’è veramente niente da capire: sono solo dei grandissimi BIIIIP che non hanno imparato e mai nulla impareranno dalla vita…….
Nonostante qualsiasi beneficio del dubbio tu gli voglia concedere: conoscendoli te li tolgono tutti i dubbi, delusione dopo delusione….
Marzo 7, 2008 a 2:10 pm
donnaemadre
Confermo e sottoscrivo….
Marzo 7, 2008 a 2:15 pm
Cla
…bello scoprire che non sono tutti matti al mondo……
Marzo 7, 2008 a 8:49 pm
Mauri
E ogni tanto sento la necessità di intervenire…!
Io credo che ci sia il buono e cattivo da entrambe le parti e talvolta mi sembra che le critiche verso il genere maschile siano un po’ eccessive.
Sui comportamenti credo che, salvo casi particolari, laddove c’è un uomo ci sia anche una donna e quindi la somma è sempre pari.
Almeno, se si parla di soggetti partecipanti…!
Io sinceramente ho sempre visto comportamenti discutibili, ipocrisie, doppie vite sia tra gli uomini che tra le donne.
E vi assicuro che anche tra queste ultime se ne vedono di tutti i colori.
Se invece si parla di indole naturale, di istinto, quello femminile è indiscutibilmente superiore.
L’uomo ha una vocazione riproduttiva di cui può rispondere solo in parte: se l’uomo potesse, a livello puramente istintivo non avrebbe freni e seguirebbe la famosa filosofia del dove cojo cojo.
Nella donna l’aspetto materno, di cura della famiglia, di rispetto di certi valori è invece innato.
Per cui è sempre più presente, responsabile, capace di rinunciare anche a se stessa per il bene di quello in cui ha creduto.
Certo, poi siamo persone.
E allora anche l’uomo deve porsi dei limiti che non siano solo l’eventuale mancanza di occasioni.
Deve subentrare il rispetto per la propria compagna, per i propri figli, per qualcosa di più profondo.
Bisogna saper saper rinunciare alle possibili emozioni per qualcosa di più importante.
Se no si vive di ipocrisie, di specchi che rinnegano la tua immagine.
Ed allora è meglio prendersi le proprie responsabilità e fare la vita da single, da subito.
Altrimenti è troppo facile…!
Marzo 8, 2008 a 12:23 am
raccontidelcuore
Non sono d’accordo e anzi, mi offendo un po’, quando la genete generalizza. Io credo che ogni uomo o donna sia diverso da tutti gli altri e quando una donna o un uomo dice io trovo sempre persone stronze o persone di un certo tipo, lo invito o la invito, a pensare al perchè lei o lui incontrino sempre certe tipologie di uomo o donna. Sono convinto che non si incontrino le persone, ma che si scelgono le persone e se uno o una incontra solo uomini stronzi, deve pensare al perchè scelga prorpio quelli.
Marzo 8, 2008 a 12:23 am
Onofrio
te lo avevo già detto che mi piace molto la tua casa ed i tuoi ospiti; li ringrazio per l’attenzione che hanno rivolto ai miei pensieri. Questo blog non dovrebbe mai chiudersi; credo che nulla sia più importante nella vita che il rapporto uomo-donna.
Se ci pensiamo in effetti tutto, la famiglia, la società nascono da lì, da quel rapporto dolce e amaro, tenero e violento, che scatena le passioni e gli istinti primordiali dall’amore all’odio, la voglia di stare uno abbracciato all’altro e il desiderio irrefrenabile di scappare il più lontano possibile da chi ti ha deluso, non ti ha capito, e forse non si è neanche sforzato di farsi capire.
Ho letto tante cose belle che vorrei riprendere ma la prima che mi viene in mente riguarda te, Emaki, se quel ragazzo non ha fatto nulla per trattenerti, se ha scelto la madre a te, ritieniti fortunata. Il rapporto suocera nuora è spesso tra i più problematici ma quando le cose non vanno bene la colpa io la dò all’uomo. Questi infatti, quando smetterà di essere un bamboccio, riuscirà a far capire a sua madre, che pure avrà almeno una volta conosciuto l’amore, quale sentimento lo lega alla donna che si è scelto e che esattamente come fece lei a suo tempo intende costituire una sua famiglia di cui lui e la sua compagna sono i capostipite e gli altri non possono che stare intorno.Io penso che salvo casi patologici in cui si stacca la spina e basta, se l’uomo ci sa fare riuscirà, magari anche con l’aiuto della sua compagna, a far capire alla propria madre invadente che c’è spazio per tutti i tipi di amore nella vita di un uomo ma che non vanno confusi e vanno invece tutti coltivati e curati nella propria fattispecie. Non so se sono chiaro. Sarà pure banale ma molti fanno confusione e considerano l’amore una cosa assoluta, probabilmente è il caso di quella madre che voleva il figlio nella casa vicina, e poi gli sceglieva i mobili e poi chi sà…sostituendosi per quanto possibile alla sua compagna prescelta. Attenzione che ho visto tante donne cercare di estirpare completamente il proprio uomo dalla famiglia di origine;queste non amano bene il proprio coniuge! L’ individuo sta bene quando riesce a vivere in un ambiente equilibrato in cui ogni “amore” ha il posto che gli compete e tutti coloro che gli stanno attorno sanno avere il massimo rispetto per non interferire nella sfera di amore che non gli compete. Nessun amore è sostitutivo di un altro invece se è portato bene è complementare dell’altro
Cara DM non credo che su questo argomento si possano aprire prospettive nuove, di queste cose si parla da milioni di anni e credo che comunque faccia bene perchè ogni volta è come se si prendesse maggiore cognizione di se stessi e di ciò che ti sta attorno e la dimostrazione è che siamo già arrivati a 45 risposte.
Capisco che sia assolutamente non condivisibile il suicidio per alcuna ragione al mondo, io però nella circostanza mi commossi anche perchè quello non era un uomo, era un ragazzo di 18 o 19 anni che forse avrebbe potuto diventare
proprio un uomo di quelli che tu vorresti incontrare.
L’uomo che si fa cambiare al punto di diventare un novello Frankstein…è un uomo che ama, che ama tanto e che forse ogni donna vorrebbe incontrare. Io l’ho visto sai? Ed ho visto anche gli anni di dolore che ha dovuto affrontare per superare la sofferenza che si era annidata nella sua vita (e forse non sarà passata mai del tutto). Non credi che una donna sia capace di questo?
Non credo che l’uomo migliore sia migliore della migliore donna e non credo che l’uomo peggiore sia capace di nefandezze peggiori della donna peggiore…e in mezzo c’è di tutto
Onofrio
Marzo 8, 2008 a 5:51 am
8 Marzo « Qui Diemme… […omissis…]
[...] i discorsi da noi fatti in questi giorni, forse anche sul mio blog, ma essenzialmente in quello di Emaki, auguro a tutte le donne [...]
Marzo 8, 2008 a 8:47 am
Onofrio
P.S. auguri a tutte le donne
Marzo 8, 2008 a 10:02 am
raccontidelcuore
Bravo Onofrio, AUGURI A TUTTE LE DONNE.
Noi uomini vi amiamo sempre per come siete, per la forza che dimostate in tante occasione, per le attenzioni che solo voi donne riuscite a darci, per la vostra capacità di essere donna in ogni situazione, siete capaci di vestirei panni di brava donna di casa, cuoca o attenta madre a quella di manager in azienda, oppure seducente e provocante ammaliatrice.
Io vi amo in ogni situazione ed in ogni momento.
Auguri Gio
Marzo 8, 2008 a 12:34 pm
donnaemadre
*** ancora, ancora…. ***
Marzo 8, 2008 a 3:12 pm
Mauri
Lapsus di raccontidelcuore?
Vi amiamo nel senso che vi amiamo proprio tutte…?
Fino a che non si trova la regina, ossia chi è in possesso di quel quid in più delle altre…!
Marzo 8, 2008 a 4:28 pm
Diemme
Eccomi! Ho il quid, il quae, il quod, il cuius, il quibus… il conquibus no, mi manca!
*** Però regina di cuori mi ci sento ***
Marzo 9, 2008 a 7:58 am
lealidellafarfalla
Non impazzisco per gli uomini, e l’umanità mi appare imperfetta nonchè priva di desiderio di perfettibilità.
un caro saluto
Marzo 9, 2008 a 9:41 pm
donnaemadre
Ma perché il commento che ho fatto a Mauri non appare? In coda di moderazione perché ero sotto (semi)mentite spoglie?
Marzo 10, 2008 a 8:07 am
emaki81
Buon giorno a tutti…ho passato il weekend praticamente a rotolarmi sul divano, torno al lavoro e vedo che i miei lettori, al contrario di me, si sono dati da fare!….Mi sento un attimo in colpa….
Sono tutti bellissimi i vostri commenti…sapevo del commento di Mauri, perchè me lo ha detto domenica dal terrazzo…
ed immaginavo cosa avrebbe scritto, perchè con Mauri in parte forse questo argomento lo avevamo già trattato…
Giovanni, non ti arrabbiare, non si fanno discorsi assoluti qui nè si generalizza…ovviamente, si discute tra uomini e donne, quindi un pò si tende a tirare l’acqua al proprio mulino, diciamo così….
Grazie a tutti per gli auguri
Sabato stavo per commettere un omicidio, alla 600-esima volta che per strada mi hanno chiesto se volevo un rametto di mimosa…ad un certo punto ero tentata di dire “Sono un uomo!” Ma poi mi sono trattenuta…anche perchè non sarei stata credibile…
Onofrio caro, il tuo commento è uno spettacolo…grazie per essere intervenuto! E’ veramente un piacere… Quello che hai detto su ciò che mi è successo, la lotta che avrei dovuto ingaggiare per vivere insieme a colui che avrebbe dovuto essere il mio compagno e ciò che già avevo dovuto subire sono ancora motivo di dolore per me (non riesce a passare, nonostante la mia sempre più forte consapevolezza). Leggere ciò che hai scritto mi ha fatto stare un pò meglio…ha lenito in parte questa ferita tanto profonda che mi porto dietro…e non sai quanto te ne sia grata…
Torna a trovarmi spesso….
Con quello che hai scritto a proposito del fatto che quando si rispettano gli spazi ed i ruoli che spettano a ciascuno l’uomo vive bene potrebbe essere argomento di un nuovo post, ma mi sembrerebbe di copiare un’idea altrui….anche se la tentazione è forte….
@lealidellafarfalla: “Non impazzisco per gli uomini, e l’umanità mi appare imperfetta nonchè priva di desiderio di perfettibilità.” ….. è bella questa frase….mi piacerebbe approfondirla….soprattutto quel “priva di desiderio di perfettibilità”….
@donnaemadre: i tuoi commenti si erano messi in coda di moderazione….penso perchè hai messo un altro nick! Ora li ho approvati e si vedono…..
Marzo 10, 2008 a 11:21 am
arthur
Ben tornata, fra tutti, mancano i miei commenti e, tu sai perchè; spero mi avrai perdonato.
Nel nostro salottino, l’8 marzo c’erano gli auguri anche per te e adesso, solo un pensiero per dirti che la foto di questo post è molto bella e…buon inizio settimana.
Marzo 10, 2008 a 11:27 am
emaki81
Ciao Artù! Ben tornato! Ovvio che ti ho perdonato…ho visto gli auguri, grazie mille….
La foto non è mia, ma mi piaceva molto…era molto “contestuale”….
Buon inizio di settimana anche a te!
Marzo 10, 2008 a 12:16 pm
Mauri
Noi stiamo lì a scrivere su blog, chat, forum… e poi mi sa che si fa prima dal terrazzo!
Marzo 10, 2008 a 12:27 pm
donnaemadre
Aggiungi un posto in terrazzo, allora !
Marzo 10, 2008 a 12:59 pm
emaki81
E’ vero…però poi si rischia di pestare “tristi inconvenienti” che si trovano per terra, come è successo a te sabato…
Comunque, il mio terrazzo è aperto a tutti….chi vuole venire….
Marzo 10, 2008 a 9:38 pm
Michelangelo
Non vorrei avventurarmi in un discorso così spinoso e complesso. Ma…
Trovo che in fondo a questo concetto di emancipazione che suona come un presunto valore moderno, vi sia invece qualcosa di marcio, corrotto.
E’ una sorta di maschera che tende a rivestire un fatuo opportunismo, figlio di persone rabbiosamente vuote.
No, no… così non va.
Marzo 10, 2008 a 11:23 pm
Mauri
Ma ci stiamo tutti stretti sul terrazzo…?
Marzo 11, 2008 a 1:58 am
Onofrio
amaki non esitare a prendere la mia idea… le idee sono libere come l’aria e tutti ne possono usufruire se servono a far progredire il nostro pensiero. quell’ idea non è “la mia idea”…è un’idea; se tu hai la capacità di farla crescere , a ciò adoperati; per me sarà bellissimo vederla crescere, svilupparsi trovare consensi ed aiutare qualcuno a capirsi ed a stare meglio.
E’ tua, non posso neanche dirti che te la regalo perchè un’idea è tale finchè è libera, di nessuno e di tutti.
Lealidellafarfalla Stai su amico mio; concordo che l’umanità è imperfetta (la perfezione non è nella nostra dimensione) ma non concordo sulla mancanza di desiderio di perfettibilità; se non ci credi rileggi tutto quello che si sta scrivendo su questo blog; non ti pare che tutti cerchino, se non la perfezione, almeno una tendenza verso la stessa?
Se pensate che sto sparando sentenze…perdonatemi.
Credetemi lo faccio in piena umiltà! E’ solo che forse sono un pò più vecchio di tanti altri.
Amaki oggi è successa una cosa terribile nella mia città e si collega con quanto ho scritto in precedenza. Un uomo, un medico, un chirurgo vascolare, non una persona qualunque, ha distrutto quanto aveva creato nella sua vita; ha legato la moglie al letto, ha ucciso a martellate le sue due figlie di dodici e di quindici anni sfigurandone il volto come si può fare con una bambola che si vuole distruggere; poi ha ucciso la moglie ed infine si è scientificamente tolto la vita recidendosi l’aorta femorale. Pare che alla base di tutto ci fosse la volontà di lei di separarsi dal marito!!!
Non sappiamo cosa c’è dietro, ogni ipotesi appare plausibile, ma trovo una conferma nel fatto che oggi la donna trova nella separazione una libertà e l’uomo il fallimento della propria esistenza.
Che razza di società abbiamo avanti?
Per secoli la donna ha giustamente criticato e condannato l’uomo per la sua immaturità, per il suo scarso senso della famiglia di cui lei era l’unica custode, i suoi tradimenti, la sua violenza, la sua superficialità ecc. ecc..
Perchè ora che la donna che comincia a conquistare un ruolo che le potrebbe consentire di modificare gli approcci al modo di vivere e costruire la nostra società, si mette stupidamente sulla scia dell’uomo e ne commette esattamente gli stessi errori.
Perchè…Perchè…!!!
Anni addietro, quando c’erano le riunioni tra amici mi affacciavo spesso a sentire cosa dicevano le signore piuttosto che gli uomini. Questi ultimi mi annoiavano, dopo aver parlato di donne (quando le mogli non sentivano) di sport e di politica o del proprio lavoro ( se erano dello stesso ambiente) non sapevano cosa altro dire. Le donne invece mi ammaliavano perchè sapevano parlare di tutto, dai rapporti sociali, ai problemi dell’educazione dei figli, alla scuola, alla religione, alla cultura, ma anche le cose più banali (in apparenza) quali la spesa, l’assistenza sanitaria(quale fosse il medico migliore per i propri figli) come risparmiare per mangiare, per vestire, per lavare, per …tutto. Erano discussioni fondamentali per la vita della famiglia. E sapevano tutto, conoscevano i prezzi si consigliavano sulle possibilità di risparmio ecc…
Ho il timore che non sia più così. Ci sono tanti segnali che mio fanno intendere che spesso le donne si parlano di tutt’altro oggi;esattamente come gli uomini,amano raccontarsi di trasgressioni, di amanti, di compagnie che nulla hanno a che fare con ciò che serve per costruire una famiglia sana di principi, di idee…dove è finita quella roccia che costitiuva la base della famiglia e quindi della società? Se l’uomo sbagliava perchè andare sulla stessa strada?
Ti può sembrare stupido tutto questo…ma un uomo può non capire… sentirsi smarrito e giungere alla follia di distruggere tutto ciò che, forse presuntuosamente, si illudeva di aver partecipato a creare.
Coraggio donne, ci aspettiamo di più da voi perchè così ci avevate promesso quando eravamo vostri figli, vostri fratelli vostri amanti e mariti…e nel frattempo aiutateci ad essere migliori, come è giusto che noi siamo, per le nostre madri,per le nostre sorelle, per le nostre mogli.
Onofrio
Marzo 11, 2008 a 4:34 am
donnaemadre
Caro Onofrio, è sempre un piacere leggerti!
Su un punto però non sono d’accordo, e cioè che l’avere commesso un simile abominio possa avere una qualche giustificazione sociale: legare al letto una donna, uccidere le proprie figlie e per di più in maniera orribile, poi uccidere la moglie (non prima di averla fatta assistere a quell’orrore) etc., trovano la propria spiegazione solo nella malattia mentale, nel disturbo psichico grave. Certo, poi la malattia mette in luce violentemente e dà sfogo a una motivazione “sociale”, la necessità di “dominare” la proprio donna, di “punirla” nel modo più crudele, a costo di pagarne a propria volta un prezzo, pur di “dimostrare” il proprio presunto potere. E poi, togliersi la vita, perché, a quel punto, cosa rimane da fare? Il fallimento familiare non si cura con la violenza, né tantomeno con la follia.
Per quanto riguarda la ricchezza del mondo femminile sono perfettamente d’accordo con te, come pure ritengo che questa sua “mascolinizzazione”, questo finto progresso che significa spesso perdere la parte migliore di sé, per prendere quella peggiore dell’altro, rappresentino un danno personale e sociale.
Però ti prego, non farmi leggere cose come “ma un uomo può non capire… sentirsi smarrito e giungere alla follia di distruggere tutto ciò che, forse presuntuosamente, si illudeva di aver partecipato a creare”: la follia omicida, una crudeltà mentale di tale portata, non sono certo l’esito di un disorientamento e di una delusione, ma di una malattia mentale grave, grave, grave.
Marzo 11, 2008 a 8:11 am
emaki81
Ho sentito la notizia, anche se piuttosto di sfuggita…ho pensato ad un film che ho visto anni fa, “L’avversario“, anche se in questo caso le motivazioni della strage familiare erano in parte diverse…
Sì, sicuramente c’è stata una degenerazione del concetto di “emancipazione” femminile.
Dal desiderio di sottrarsi ad uno stato di inferiorità in cui la donna si trovava rispetto all’uomo, a livello di diritti e di doveri, siamo passate a voler diventare esattamente come l’uomo, ereditando soprattutto i lati sbagliati del suo comportamento con la società tutta.
E di ciò paghiamo le conseguenze, sia a livello personale che a livello del nostro modo di vivere nella società. Eravamo custodi e portavoce di valori che l’uomo da solo ha dimostrato di non poter difendere nè conservare, ma ce lo imponevano, senza lasciarci lo spazio di realizzare anche noi stesse, in quanto esseri umani.
Ora spesso non è più così. Esistono donne che cercano di portare avanti entrambi questi concetti: realizzano se stesse, ma in questa realizzazione includono anche i valori della famiglia, dell’amore, della stabilità. Questa è la donna che, detto sicenceramente, cerco di essere. Ma noto che ci sono molte altre donne che invece non sono in grado di fare ciò, un pò per status sociale, un pò per educazione, un pò per ignoranza di sentimenti: se sono indipendenti, vivono una vita completamente sregolata, passando il tempo da un letto all’altro, se al contrario non hanno mezzi e possono sopravvivere solo con l’appoggio di un marito sono tutte casa e famiglia e spesso ai loro figli e mariti non danno praticamente nulla, come cultura e come valori.
Chissà cosa è successo a questo rispettato professionista. Non sappiamo quale dramma deve averli toccati. Hanno parlato di separazione, ma sicuramente questa motivazione sarà riduttiva. Ogni famiglia nasconde in sè tante sfaccettature che neppure immaginiamo nè forse saremmo in grado di capire.
Sicuramente era una situazione che ha portato alla follia, perchè mi rifiuto di pensare che nella nostra società, seppur malata e decadente come ho detto prima, possa essere normale commettere un gesto simile. Il patricidio, il matricidio, il fratricidio, l’omicidio dei figli e dei coniugi sono e devono essere gesti “proibiti” e sono tali, prima che per la legge, nel codice non scritto dell’umanità, dell’essenza dell’essere uomo. Secondo me l’uomo “da dentro” non riesce ad uccidere le proprie creature e chi, con lui, le ha generate. Non è più un codice. E’ un istinto.
Se questo istinto viene a mancare, non siamo neppure diventati come le bestie (perchè anche gli animali possiedono questo istinto)…non siamo più nulla.
“Da tempo dunque è connaturato negli uomini l’amore degli uni per gli altri che si fa conciliatore dell’antica natura e che tenta di fare un essere solo da due e di curare la natura umana.” (Platone)
Onofrio, tu pensi che quel medico abbia agito così perchè sentiva di aver fallito?
Le idee sono libere….ma farò tesoro del fatto che tu un’idea me l’hai comunicata…
Alla fine lo considero comunque un regalo….
Per riallacciarmi su quanto detto da lealidellafarfalla: “La perfezione dell’uomo consiste proprio nello scoprire le proprie imperfezioni.” (Sant’Agostino)
Il mio terrazzo è stretto ma è molto lungo…è più bella l’idea del salottino da donnaemadre, però magari quando diventa più caldo potremmo trasferirlo da me per una sera….chi vuole venire?
Marzo 11, 2008 a 8:39 am
donnaemadre
Tutti!
Marzo 11, 2008 a 8:42 am
emaki81
Siete i benvenuti!!
Marzo 11, 2008 a 4:22 pm
lealidellafarfalla
Intendevo che molti non aspirano a migliorarsi e quindi di conseguenza a cercare di ignorare i propri difendi, ebbri della propria presunta compiutezza
Marzo 11, 2008 a 4:24 pm
Fabioletterario
Non conicidenza, ma atto che dovea accadere…!
Marzo 11, 2008 a 7:39 pm
Mauri
@ Diemme: mai vista una donna che non pretenda di essere la regina…!
Marzo 12, 2008 a 5:56 am
donnaemadre
Ma per me non è una pretesa… è un dato di fatto!
Buongiorno Mauri, e a tutti gli uomini che sono voluti confrontare con noi in questo spazio… che forse qualcosa ci ha fatto capire… grazie!
*** mai visto un uomo che non pretenda di essere il re! ***
Marzo 12, 2008 a 7:17 am
emaki81
@lealidellafarfalla: ci rifletterò sù…non siamo consapevoli della nostra incompiutezza oppure la neghiamo secondo te?
@fabioletterario: il fatto doveva accadere perchè l’argomento è gettonato e sempre attuale…?
Sì, il fatto che alcuni uomini siano intervenuti è stato un piacere…ed ha allargato di molto le prospettive del discorso
Marzo 12, 2008 a 10:37 pm
Onofrio
A proposito di re e regine:
Vi ricordate l’ innamoramento ? Quello vero, quello che ti faceva letteralmente rimbecillire, che andavi a scuola o al lavoro e la tua testa era altrove tanto che se ne accorgevano tutti compagni, professori, colleghi e non solo per quel sorriso inebetito che avevi fisso, stampato sulle labbra? Camminavi per strada sollevato di qualche metro dalla terra perché c’era una persona che ti faceva sentire importante come non lo eri mai stato, una persona che ti faceva sentire un re e per la quale avresti fatto qualunque cosa per farla sentire una regina anzi tu proprio la ritenevi una regina. Purtroppo o per fortuna ( non si può vivere in quello stato di inebetimento per tutta la vita) quel periodo ad un certo punto, piano piano finisce e si torna normali; però fa bene ogni tanto ricordarselo e far sentire ancora una volta la tua donna una regina ed il tuo uomo un re. Mandarle un fiore in un giorno qualunque (senza attendere le ricorrenze anche perchè l’uomo se le dimentica sistematicamente) o preparagli una cenetta particolare a lume di candela come se fosse la prima volta che ti viene a trovare.
Vorrei dire agli uomini (ma forse anche alle donne) ogni tanto dovremmo cercare di guardare le nostre donne come le guardano gli estranei, con i loro occhi. Hai mai visto il vicino di casa o il passante che si gira a guardare tua moglie o la fissa cercandone lo sguardo? Stacci attento perchè lo fa esattamente come fai tu con le altre. Ti accorgerai che hai sempre affianco una donna e non importa se giovane o meno giovane, bella o meno bella, che tu ci creda o no è sempre desiderabile. Allora tientela stretta e falla sentire la tua regina ogni tanto. Il discorso credo che valga esattamente allo stesso modo per la donna; il tuo compagno, sì proprio lui, che ti sembra di non sopportare più perché non si lava i denti quanto dovrebbe, fa la pipì sulla tazza del water, sporca continuamente dappertutto dove tu hai lavato con tanto scrupolo, sistematicamente si scorda del giorno del vostro primo incontro (mentre tu ricordi anche l’ora ed il minuto) ogni tanto vuole andare a trovare sua madre (mammone) ecc…ecc… ha ancora qualcosa di interessante, non lasciare che sia un’altra a farglielo scoprire!!!
Tornando a D.M.,
Se ho dato l’impressione di voler in qualche modo cercare una giustificazione sociale all’efferatezza
di quell’azione, chiedo profondamente scusa, non era assolutamente nelle mie intenzioni.
Io penso che giustificare o condannare rientri in quelle azioni dalle quali sarebbe bene che ci tenessimo lontani; il giudicare comporta la conoscenza totale, approfondita di ogni più intima situazione materiale e morale che è alla portata solo ed esclusivamente della Suprema Autorità. Lasciamo che sia Lui a giudicare alla fine dei nostri giorni.
Per adesso è nostro dovere cercare di capire mettendo in campo tutto di noi stessi, testa, cuore, esperienze.
C’ è qualcosa che non funziona nella nostra società se un uomo arriva a tal punto senza che nessuno riesca a fermarlo prima. Non stiamo parlando di un eremita o di un vecchio isolato con sua moglie dal resto del mondo; questo viveva nel nostro ambiente, fra colleghi medici, fra parenti ed amici, vicini di casa che hanno sentito più volte le grida che si levavano da quell’ appartamento…e nessuno è intervenuto? Nessuno gli ha detto “amico cosa hai ti vedo strano, posso fare qualcosa per te”. Ognuno difende la sua privacy. E’ anche vero che abbiamo imparato a camuffarci, a nascondere i nostri sentimenti, a non far trapelare le nostre emozioni perchè il prossimo è un acerrimo nemico che appena sa di una tua debolezza invece di aiutarti è pronto a deriderti, nel migliore dei casi, quando non a sparlare di te, a giudicarti…a condannarti.
L’ ipocrisia dei nostri salotti o dei nostri uffici o comunque dei nostri luoghi di incontro, dove andiamo a “socializzare”…ma quale socializzare…”ciao come stai…da quanto tempo” “io bene e tu?” “bene bene e in famiglia?” ” Tutto bene grazie”
UN CORNO!!!! Non conosco famiglia che non abbia un problema…ma a chi lo va a raccontare?
Chi è disposto a darti ascolto. Ascoltare è compromissivo perchè una volta che hai recepito un problema o ti riveli per quello squallido , pavido, egoista che sei oppure ti rimbocchi le maniche ed intervieni per dare una mano.
E’ così bello spiare dal buco della serratura ciò che avviene senza far vedere che lo stai facendo. E’ il successo del “Grande Fratello”, tutti sono incuriositi, vogliono spiare le reazioni di questi esseri umani difronte alle prove che gli si presentano…tanto chi se ne frega…alla fine sparerò il mio giudizio ” quella è una poco di buono, quell’altro è un mascalzone, quello è timido, quello è generoso,buono ecc..”
Io sono convinto che il Grande Fratello sta dietro la porta del nostro vicino se non addirittura a casa mia, dei miei parenti; ma cerco di non farmi coinvolgere altrimenti mi rovino la giornata.
Emaki ma dove le trovi quelle belle frasi sempre così appropriate…te le ricordi per averle studiate a suo tempo o hai una fonte più immediata a portata di mano? Mi piacciono e me le copio
Un caro saluto a tutti
Onofrio
Marzo 13, 2008 a 6:58 am
lealidellafarfalla
@emaki “non siamo consapevoli della nostra incompiutezza oppure la neghiamo secondo te?”
qualcuno non ne è consapevole, qualcuno la nega e forse qualcun altro fa finta di niente, non so se cambi qualcosa. A volte soffro anch’io di ipertrofia dell’io
Marzo 13, 2008 a 7:39 am
emaki81
@onofrio: Già…è bello sentirsi regine o re ogni tanto….tanto quanto è difficile che qualcuno ti ci faccia sentire…se ci succede, ad un certo punto ci abituiamo e non ce ne accorgiamo più, se non ci succede, lo rimpiangiamo e lo crediamo la cosa più importante del mondo…
L’indifferenza….soffrivo molto di ciò quando ero più piccola, mi ricordo che mi arrabbiavo parecchio quando la percepivo…siamo sempre pronti a condannare e a giudicare il comportamento degli altri…
Ma mi sorge una domanda: quanto l’aiuto di un altro avrebbe potuto salvare una situazione come quella? Tu credi che avrebbe fatto la differenza? Tu credi che questa persona sarebbe stata ad ascoltare? Oppure pensi solo che sia nostro dovere intervenire quando pensiamo di potere essere in qualche modo di aiuto agli altri per non lasciare mai nulla di intentato?
Vedi, quando ero al liceo questo discorso mi aveva toccato parecchio. C’era una compagna di classe, con la quale non avevo molta confidenza, che ad un certo punto ha avuto dei problemi di droga. Noi compagni la vedevamo andare “giù” ogni giorno di più, sia nell’aspetto fisico che nei comportamenti. Ma non sapevamo cosa fare. In realtà, era intervenuta una nostra compagna con cui era più in confidenza, che le aveva parlato, ma lei non voleva sentire ragioni. Io ricordo di avere pensato che, non avendo mai avuto con lei un vero rapporto di amicizia, non avevo il diritto di intromettermi. Una nostra insegnante, invece, ci aveva accusato di non aver agito e ne era nata una interessante discussione. Però quella ragazza non è cambiata, comunque, anche se noi siamo intervenuti a darle una mano. Perchè il suo dramma era troppo personale. Non era possibile condividerlo con nessuno.
La domanda, nonostante siano ormai passati parecchi anni, mi è rimasta aperta…e tu me l’hai ricordata…
Io non sono stata ancora in grado di trovare una risposta.
Le mie citazioni? Bè, sono ricordi di cose che ho studiato. Allora cerco quello che ricordo della frase e dell’autore (generalmente google, è più veloce)….
Copia copia, caro Onofrio….le idee sono libere!
@lealidellafarfalla: io però non mi sento “compiuta”, tutt’altro….pecco nel tentativo di cercare delle risposte a ciò che non capisco, dove a volte non esistono risposte…e questo è evidente segno di imperfezione….
Marzo 13, 2008 a 1:13 pm
donnaemadre
Intromettersi…. no, non sono d’accordo. Nella vita degli altri ci si intromette a richiesta, oppure se c’è un reale pericolo di vita, e l’altro è in qualche modo non totalmente in grado di intendere e di volere. Come può essere il caso di un drogato. O quello di un bambino o un adolescente che prendono una brutta strada.
In tutti gli altri casi, vi immaginate che anarchia? Ognuno là, a invadere la vita dell’altro, “a fin di bene”, cioè secondo quello che è la propria mentalità e la propria idea della vita, senza nessun rispetto per il fatto che l’altro potrebbe essere diverso da noi, avere altri bisogni, altri principi e, persino se fosse vero che noi siamo nella ragione e lui nel torto, potrebbe essere giusto e essere una scelta vivere un’esperienza, magari solo per crescere, o per conservarne il ricordo.
Intromettersi senza che ci sia richiesto, sia pure spinti dai più nobili propositi… no, direi proprio di no…
Marzo 13, 2008 a 1:41 pm
Cla
Cara diemme,
scusa se mi … intrometto!!!
a me sembra che Onofrio parli di una cosa che si chiama empatia, che è diversa dalla “tutela dell’incapace”…
E’ una cosa che non si può formalizzare o istituzionalizzare, ma che ci chiama in gioco nella nostra umanità.
Vuol dire aver il coraggio di ammettere che quando vediamo un vicino in difficoltà, invece di pensare che “non sono fatti nostri”, dovremmo ammettere di aver paura che “prima o poi potrebbe toccare a noi” (chi può essere sicuro che non succederà proprio mai?), e quasi che per esorcizzare questo pensiero non ci lasciamo coinvolgere emotivamente.
Invece dovremmo provare a calarci nei suoi panni (ricordi?
)
A provare a capire cosa succede nella sua vita.
Non per cercare delle colpe che, come nei tamponamenti al semaforo ci sollevino dalla preoccupazione di dover pagare noi…
Ma proprio per capire la vita….
Che anche se non ce ne accorgiamo, ci lega tutti quanti l’uno all’altro….
Penso che siamo tutti nella stessa barca, che il comportamento degli altri incida anche sulla mia personale, privata e riservatissima finchè vuoi, vita.
E viceversa.
Nella zattera della vita ce li stiamo bagnando tutti i piedi, e non ci servono le scarpe in Goretex(C) a farci ritenere al sicuro.
In qualche modo, guardare agli altri con empatia e com-passione, ci aiuta a capire noi stessi e prenderci cura di queste cose vuol dire prenderci cura di noi stessi.
Onofrio, che ne dici?
Marzo 13, 2008 a 6:35 pm
donnaemadre
Caro Cla, sono d’accordo a 360°…. di quello che tu dici io ho fatto la mia bandiera…
ma io, magari saltando di pala in frasca, parlavo proprio dell’intromettersi.
Tornerò con calma, rileggendo le vostre risposte con la dovuta attenzione: al momento c’è una persona che mi reclama tirandomi per un piede!
Marzo 14, 2008 a 7:57 am
emaki81
Tirare il piede della mamma è sempre una buona mossa …. lo facevo anche io!
Marzo 14, 2008 a 8:35 am
donnaemadre
Lei m’infila pure il naso negli occhi….
Marzo 14, 2008 a 8:42 am
emaki81
Anche questo metodo non è male….io generalmente non ci riuscivo ad arrivare fino a lì….
Marzo 14, 2008 a 9:00 am
donnaemadre
E mi copre il viso con la pashmina…. e io in quelle condizoni mi dovre concentrare sui grandi temi esistenziali..
*** ma è lei il tema esistenziale più importante e fantasmagorico! ***
Marzo 27, 2008 a 8:47 am
betty
ciao ciao, concordo con voi
Marzo 27, 2008 a 8:56 am
emaki81
Ciao betty! Benvenuta!
Aprile 9, 2008 a 5:33 pm
jeth
Bel post Emanuela, e belle riflessioni, perchè vere; ed intelligenti, come molti dei commenti, quelli di Cla in particolare, che mi hanno preceduto.
Per (s)fortuna, non siamo tutti così. Non voi donne, appunto, e non noi uomini. Io stesso, beh no, non lo sono, anche se ciò è significato sempre pagare un prezzo troppo alto.
Come si scriveva tempo fa con un’altra persona, da questa nicchia di alieni il mondo gira tanto da far male, ed entrambe le parti ne alimentano l’inerzia, annullando l’ethos di ogni cosa.
Nessuno ha detto che la felicità sarebbe stata facile o possibile, ma non puoi rinunciare a credere, o girarti dall’altra parte e perderti in ciò che non sei.
Perchè la vita è una questione di scelte. E di colmare l’incompiutezza con le nostre azioni. Come è scelta esser in noi specchio di quanto desideriamo veramente.
E se la vita spesso non lo è, forse, si, l’amore stesso può esserlo.
Ove mai diversamente, non si affida la nostra anima a chi non ne è all’altezza. Non si costruisce il cielo con chi non ama il vento. Non si brucia il nostro cuore nel vuoto.
Ali e Coraggio e Passione. Se esistono. Se esistiamo…
Un augurio sincero per tutte/i…Ciao!
Aprile 10, 2008 a 8:09 am
emaki81
Ciao jeth, benvenuto!
La vita è fatta delle nostre scelte, la nostra vita che la costruiamo, con fatica, e non possiamo vivere se non con gli altri e nella disposizione di stare con gli altri….
Aprile 10, 2008 a 11:55 am
jeth
Si
…e dipende anche da chi sono..gli altri
…Ancora ciao Emanuela, e grazie!
Aprile 10, 2008 a 12:40 pm
lozioclaudio
Grazie jeth…
Cla