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I momenti migliori dell’amore sono quelli di una quieta e dolce malinconia dove tu piangi e non sai di che.

Giacomo Leopardi

Vuelvo al Sur
Como se vuelve siempre al amor
Vuelvo a vos
Con mi deseo, con mi temor

Llevo el Sur
Como un destino del corazon
Soy del Sur
Como los aires del bandoneon

Sueño el Sur
Inmensa luna, cielo al revés
Busco el Sur
El tiempo abierto y su después

Quiero al Sur
Su buena gente, su dignidad
Siento el Sur
Como tu cuerpo en la intimidad

Cogli i miei fiori interiori, Photo taken by Fémininité

“Nel vero amore è l’anima che abbraccia il corpo”

(Friedrich Nietzsche)

Trovo una foto sul blog Fèmininitè ed è subito amore.

Spesso guardo questo blog e spesso sono le foto a suggerirmi i miei post.

Come avrete notato, le uso spesso per illustrare quanto scrivo, per dare un’immagine a ciò che voglio esprimere e comunicare.

Lascio un commento sul blog e Wildblogger mi risponde. Nasce un bel confronto.

La foto mi aveva colpito, istintivamente l’immagine la sentivo mia, dal profondo del mio cuore.

Cogli i miei fiori interiori.

Wildblogger così mi risponde:

“In realtà la foto Pick up Flowers / Cogli i miei fiori interiori” è importante e densa di significati anche per me, in quanto si inserisce e mostra alcune linee fondamentali di questo blog e , in particolare , della intepretazione e percezione del mondo femminile , ossia la reltà spirituale / ciò che è ben più profondo della visione materiale , è la realtà fondante e primaria, e parallelamente a questo la immagine e la fisicità sono soltanto simbolo di realtà ben più profonde che soggiaciono la materialità; in questo cammino, la femminilità , il rapporto di coppia , l’amore nelle sue diverse sfaccettature divengono un cammino , spesso inconsapevole e difficile , di risalita a queste verità , spesso subconscie , spesso percepite vagamente , ma sempre dolorosamente presenti in molte persone.”

Materialità e spiritualità.

Corpo e anima.

Quanto ho voluto nella mia vita non essere solo corpo ma anche e soprattutto anima?

I rapporti con l’altro sesso e le relazioni in generale portano spesso ad un conflitto del genere. Anche se un aspetto non dovrebbe prescindere l’altro.

Ogni uomo ed ogni donna è fatto di entrambi, ed entrambi caratterizzano l’individuo.

Nella mia vita ho trovato che spesso la materialità, l’attrazione sessuale, il corpo, la fisicità, fossero gli aspetti predominanti.

Anzi, spesso l’anima, la personalità, come si è nell’intimo e nel profondo spaventa, se addirittura non lo si nasconde.

Ma al di là delle relazioni amorose, la società, la nostra società, così occidentale, così materiale, così orientata verso una sola direzione, lineare ed in salita, esalta la materialità delle persone.

Quante volte io sono stata aiutata dalla mia fisicità? Pare che, se si è giovani e gradevoli di aspetto, le persone ti ascoltino di più, abbiano un atteggiamento più accondiscentente verso ciò che fai e ciò che chiedi.

Solo apparenza?

Cosa conta di più?

Ciò che è venuto fuori da questa foto vuole essere una riflessione generale ma, scrutando nella mia anima (giusto per rimane in tema), so che in realtà per me questa è una preghiera, verso chi amo…

Cogli i miei fiori interiori…

Leggo nel blog di Elle, il post Mancanze, e rimango ferma…ricordi…ricordi di me, anni fa…ricordi di una ragazza…che doveva essere “normale”…che non poteva sognare il futuro se non a tratti confusi…che ipocritamente ubbidiva sempre…che diceva sempre sì…per non correre mai il pericolo di non essere “all’altezza”.

Wainting for a new life, Photo taken by Fémininité

Qualche tempo fa mi sono trovata a sentirmi soffocare nel mio ruolo. Mi sembrava di non vivere più. Mi ero dipinta una maschera ipocrita di ragazza di un certo tipo e recitavo.
Vedevo me stessa in questo ruolo, in questa storia, costruita, che era la mia vita. Chi io fossi, cosa volessi non lo sapevo, neppure me lo domandavo. Io non dovevo essere ciò che ero ma ciò che era giusto che fossi.

Una parte di questo ruolo ormai mi è entrato dentro. E combatto con esso, molto spesso.

La mia personalità è un gran combattimento: da un lato la ragazza per bene che sta nelle regole, brava figlia e brava nipote, brava studentessa (prima) / brava collega (ora) dall’altro l’essere contorto e tormentato quale sono, inquieta, piena di domande e di perchè, piena di sogni e di richieste e di preghiere, una persona che vuole essere felice fin nelle ossa e rendere felici chi ama…

Ora le due parti coesistono…ogni tanto prevale una e ogni tanto prevale l’altra…ma tornano sempre a stare in equilibrio.

Fino a quando durerà questo equilibrio?

Quando una delle due parti prevaricherà l’altra?

E in questo caso, quale parte prevarrà?

Guarirò mai? Guarirò, in modo tale che si formi un vero equilibrio, tanto che non assomiglierò a nessuna di queste due parti, ma solo a me stessa?

“Non essere così triste e pensieroso, ricorda che la vita è come uno specchio, ti sorride se la guardi sorridendo.”

Jim Morrison

Protection, Photo taken by Fémininité

Mi manchi.

Mi manca tutto di te.

Anche quello che non hai mai avuto. Anche quello che non sei mai stata.

Mi mancano i tuoi abbracci. Mi mancano i tuoi baci. Mi manca la tua voce. Mi mancano le tue risate.

Mi manca quando mi guardavi fiera, di una figlia che le faceva fare bella figura. Di una figlia che era un fiore. Di una figlia che collezionava successi scolastici. Di una figlia di cui tutti parlavano bene.

Mi manca il fatto che tu non mi hai capito. Mi manca il fatto che non hai capito che l’essere cresciuta non era un modo per offenderti. Mi manca il fatto che non hai capito che l’essere cresciuta non significa che io non abbia bisogno di sapere che tu ci sei per me, che tu mi vuoi ancora bene.

Mi manca il fatto che tu pensi che come figlia io non abbia più diritti ma solo doveri.

Mi manca il non poterti parlare con sincerità, dovendoti sempre raccontare mezze verità per proteggerti da te stessa, dalle tue ansie, dalle tue paranoie e dai tuoi egoismi.

Mi manchi ancora e ancora di più.

Mi manca una madre.

Mi manca mia madre.

emaki81

“Dov’è il mio cuore, lì è la mia casa”

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