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Mi manchi.
Mi manca tutto di te.
Anche quello che non hai mai avuto. Anche quello che non sei mai stata.
Mi mancano i tuoi abbracci. Mi mancano i tuoi baci. Mi manca la tua voce. Mi mancano le tue risate.
Mi manca quando mi guardavi fiera, di una figlia che le faceva fare bella figura. Di una figlia che era un fiore. Di una figlia che collezionava successi scolastici. Di una figlia di cui tutti parlavano bene.
Mi manca il fatto che tu non mi hai capito. Mi manca il fatto che non hai capito che l’essere cresciuta non era un modo per offenderti. Mi manca il fatto che non hai capito che l’essere cresciuta non significa che io non abbia bisogno di sapere che tu ci sei per me, che tu mi vuoi ancora bene.
Mi manca il fatto che tu pensi che come figlia io non abbia più diritti ma solo doveri.
Mi manca il non poterti parlare con sincerità, dovendoti sempre raccontare mezze verità per proteggerti da te stessa, dalle tue ansie, dalle tue paranoie e dai tuoi egoismi.
Mi manchi ancora e ancora di più.
Mi manca una madre.
Mi manca mia madre.


78 comments
Comments feed for this article
Luglio 10, 2008 a 10:46 am
donnaemadre
Non lasciare questa lettera relegata al blog. Stampala e dagliela.
E se non capisce neanche così…
Luglio 10, 2008 a 11:18 am
emaki81
Cara DM,
ho messo questa lettera qui sul blog proprio perchè non posso darla a mia madre. Volevo scrivere una lettera, visto che non è possibile parlare con lei, ma non riesco.
Prima di tutto perchè mi chiamerebbe e vorrebbe parlarmi, e si ricomincierebbe da capo. Non si può parlare con lei. Ti vomita addosso tutte le sue cose, che ormai conosco a memoria, e quando voglio parlare io, me lo impedisce, dicendo che non le interessano le mie motivazioni e non vuole saperle.
In secondo luogo, so già che non capirebbe. E’ troppo fissa sulla sua posizione. Ho provato tante volte.
Ho chiesto anche a terze persone, a lei care, di parlare al posto mio, pensando che magari la sua chiusura fosse rivolta alla mia persona, non alle mie argomentazioni. Ma è stato un fallimento comunque.
Ho bisogno però di dirle queste cose. Ho bisogno di vederle scritte.
Perchè non riesco a tenermele dentro.
Per questo le ho pubblicate su questo blog, che è un pezzo della mia anima.
Luglio 10, 2008 a 1:32 pm
markinho
Sono d’accordo con DM (tra l’altro già lo sapevi).
Se hai provato così tante volte e sei hai collezionato così tanti fallimenti perchè rinunciare a tentare una volta ancora?
Il fatto che ti manca così tanto dimostra che ne vale _comunque_ la pena.
Luglio 10, 2008 a 2:26 pm
emaki81
Perchè sono stanca…
E perchè ho provato troppe volte…
Lo so che forse varrebbe la pena rischiare di stare male ancora per una volta…ma forse non sono così coraggiosa nè così forte come dovrei…
Ma le parole ce l’ho in gola…e soffoco il mio urlo, scrivendolo qui…
Luglio 10, 2008 a 5:29 pm
donnaemadre
Cara Ema, adesso ti do la mia esperienza di madre. Con mia figlia, quando le avevo provate tutte tutte ed ero disperata, alla fine ho provato a ritentare daccapo. E più spesso di quello che non mi aspettassi, ciò che la prima volta non aveva funzionato funzionava la seconda, o la terza, o la trentesima.
E ora ti parlo anche da orfana: finché i tuoi sono in vita, non smettere mai di tentare di salvare il vostro rapporto, magari un giorno avranno un’illuminazione, capita anche questo.
*** auguri… ***
Luglio 10, 2008 a 5:58 pm
emaki81
Io spero che l’illuminazione arrivi…ma non saprei come fargliela arrivare. Spero che col tempo capisca.
Però, ci penso e ci ripenso…non ce la faccio a dirle per l’enne-sima volta queste cose.
E’ una forma mia di auto-protezione…non sopravviverei ad un altro no.
Lo so che dovrei tentare. Lo so che ne vale la pena. Lo so che è sbagliato non provare a recuperare il rapporto con mia madre.
Ma ho sofferto troppo. Soffro troppo.
Ora ho un pò di pace. Perchè sono andata via da lei. Ho paura di rovinare quello che faticosamente mi sono conquistata. Ho paura di un altro no. Ho paura di capire che lei non vuole.
E’ grave, vero?
Luglio 10, 2008 a 6:01 pm
donnaemadre
No. Magari è solo questione di tempo. Lascia perdere adesso. Più avanti, quando questa tua nuova serenità si sarà consolidata, riprenderai il discorso. Magari la maggiore serenità e il maggiore distacco ti faranno parlare una lingua diversa.
*** E può darsi che quella lingua sarà una che lei capirà. ***
Luglio 11, 2008 a 10:36 am
emaki81
Già…io spero che io sarò più tranquilla e lei avrà forse avuto il tempo per pensare e digerire tutta questa situazione…la vedo come unica risorsa…
Però è dura avere cose da dire e non poterle dire…
Pensavo che sarebbe stato tutto diverso…pensavo la mia vita sarebbe andata diversamente…e tutto ciò non posso fare a meno di rimpiangerlo…
Luglio 11, 2008 a 12:35 pm
donnaemadre
Stai fresca se cominci così… hai idea delle cose che si perdono strada facendo? Bisogna concentrarsi su quelle che si trovano.
Anch’io ho un pessimo rapporto con mia madre, lo so bene che non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire: la differenza è che non ne soffro più. Intendiamoci, i rapporti formali e ufficiali sono buoni, ma non c’è affetto, e io non ho nessuna voglia né di parlarle né di ascoltarla.
Oggi parte, e ieri pensavo di andarla a salutare. Non ce l’ho fatta. Sono stata male per tre anni e mezzo, e quando la notte urlavo per il dolore mia madre mi diceva “Non rompere i co@@@@ni”. Quando ho comprato casa, avevo un mutuo in Ecu, e con l’uscita dell’Italia dall’accordo di cambio andò alle stelle: io avevo la bambina, il padre non mi aiutava, e già mi vedevo sotto i ponti con la ragazzina in braccio. Anche qui il suo commento fu “Non rompere i co@@@@ni”.
Ce l’ho fatta con le mie forze, ho imparato a “non romperle i co@@@@ni”. Ma non accetterò certo mai che lei li rompa a me.
Ho avuto delle figure sostitutive, una mia insegnante, un’altra signora di cui ho parlato nel mio blog (non ho il link sotto mano, ma il post si intitolava “Non era mia madre”): entrambe hanno cercato di parlarle, non credendo che la situazione potesse essere come io la descrivevo. Non hanno creduto alle proprie orecchie di quello che lei è stata capace di dire (ma la figuraccia è stata tutta la sua).
Ha detto qualcosa anche a mia figlia, ma nonostante sia una ragazza intelligente, non è riuscita a riferirmi bene, per cui non si sa se ha detto che se non mi vuole bene è perché io non me ne sono fatta volere, o se io non le voglio bene la colpa è sua che non se ne è fatta volere.
Non le chiederò certo spiegazione, non è un rapporto che mi interessa ricostruire: quando si spezzano certi fili, non si riannodano più.
Ecco, forse questo potresti dire a tua madre: che se lei ti costringe, con tutto il dolore che te ne deriva, a vivere senza madre, alla fine potresti pure abituartici, e non avere più nessuna voglia di tornare indietro.
*** Diemme docet ***
Luglio 11, 2008 a 1:01 pm
Elle
Conosco e comprendo quella forma di “autoprotezione” di cui parli cara Ema, anch’io l’ho messa in pratica, seppur in altri modi ed in altra situazione, quell’istinto di sopravvivenza che ti fa chiudere anzichè aprirti, perchè tutte le volte che ci hai provato hai sofferto, perchè un’altra porta in faccia non riusciresti a sopportarla adesso, perchè di essere accusata anzichè compresa stavolta non hai voglia, perchè di parlare con chi non ascolta ma interpreta e fraintende non ne puoi più…
Lasciami dire solo che oggi è così, ma non è detto che lo sarà domani e poi domani l’altro…
Aspetta, recupera prima certe tue sicurezze, matura alcune consapevolezze, ritrova certe risposte interne e poi…poi forse riuscirai anche a stampare questa lettera e dargliela un giorno, chissà…
Oppure forse non gliela darai mai e lei non saprà mai quello che hai nel cuore oggi, ciò che conta è che tu ce l’abbia.
Luglio 11, 2008 a 1:11 pm
donnaemadre
Ciò che conta, è che un giorno cesserà di far male.
*** in un modo o nell’altro ***
Luglio 11, 2008 a 1:54 pm
pani
un giorno lessi “Lettera al padre” di kafka.
Mi ero ripromesso anche io di fare una cosa del genere, di scrivere una lunga lettera a mio padre. Non ci ho dormito parecchie notti pensandoci. Ma il mio caso è diverso, non ho nulla da rimproverargli.
Sarebbe solo una lettera di gratitudine e allora, per quello basta uno sguardo o un’attenzione in più.
Nel tuo caso, se proprio volessi fargliela leggere, lo farei sotto un’altra forma, non facendo capire che sei stata tu a scriverla ma allo stesso tempo dandole questa impressione. Può essere una pagina infilata in un libro e dimenticato a casa, può essere un foglio in mezzo a tanti altri…
Luglio 11, 2008 a 1:56 pm
donnaemadre
Non credo che capirebbe… non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire, e i genitori di Ema sembrano proprio appartenere a questa categoria.
Luglio 11, 2008 a 2:13 pm
Loris
Anch’io non ho un buon rapporto con mia madre e ne soffro. Ogni volta che cerco di avvicinarmi a lei trovo sempre le sue paure, il suo egoismo e quel suo modo di vivere che mi hanno segnato. Con lei non si parla di nulla, per lei esiste solo un mondo fatto di cattivi dove lei è l’unica ad essere buona e brava.
E’ vero mia madre è una persona sensibile, ha avuto i suoi problemi ma oggi non può continuarmi a farmi vedere il mondo in bianco e nero. Sto lavorando e lottando molto per riuscire a vedere dei colori. Lo sto facendo per me e per mio figlio. Ho provato a farlo assieme a lei, ma non è stato possibile e non lo sarà mai….e questo mi fa soffrire. Vorrei dirle quanto mi hanno fatto male i colori che mi ha nascosto. Vorrei dirle come è difficile per me appropriarmi della mia vita, diversa da quella che mi ha insegnato lei ma è la mia vita. Mi sembra quasi di tradirla, ma a volte diventa una questione di sopravvivenza prendere certe distanze, anche se queste distanze le devi prendere dalla mamma.
Mah pensavo di scriverle una lettera, ma se lo facessi quella lettera conterrebbe anche delle accuse e forse è meglio evitare.
Luglio 11, 2008 a 2:43 pm
donnaemadre
Essere madre è difficile. E per essere una buona madre, anzi, una madre sufficientemente buona, bisognerebbe forse accantonare in un primo momento tutti i propri interessi, e quando il figlio è diventato grande riaprire il cassetto dei sogni e… voila, riprendi dal punto in cui hai interrotto. Non è così.
Esiste la depressione post-partum: io non l’ho avuta, ma posso capirla. Crescere un bambino, completamente affidato a noi, è una responsabilità grande, e può mettere paura. Si cerca di essere all’altezza del compito, e ci si dedica a lui anima e corpo, si perde il sonno, si perde tutto, e ci si immola su questo splendido altare.
E’ faticoso, ma è gratificante essere il sole intorno a cui il figlio ruota, essere indispensabili, essere importanti anche se non si è nessuno, essere l’assoluto depositario di ogni verità, e il punto di riferimento assoluto.
Poi, lentamente, si passa dal “mamma sa tutto” al “mamma sa quasi tutto”, fino a giungere, quasi senza preavviso, al “mamma non capisce niente”.
E la madre, che non sa far altro che la madre “accuditrice”, guida assoluta e consigliere del proprio figlio, si trova spiazzata, perché non è capace di cambiare modo di interpretare il suo ruolo.
Una vita consacrata a un figlio è una vita di cui non sai che fare quando il figlio, all’improvviso, non ha più bisogno di te e reclama la propria libertà. E se tuo figlio studia più di te, e sa più di te, l’orgoglio di genitore si mischia all’invidia umana, rendendo il genitore incoerente.
Mia sorella è stata brava con mia madre, costringendola a uscire di casa e crearsi interessi. L’ha iscritta a un corso di ballo che aveva già quasi settant’anni, e non aveva mai mosso un passo in vita sua. L’anno appresso ha ripetuto il corso come ripetente, ma intanto aveva imparato a uscire da casa per conto proprio, si era fatta nuove amicizie (molti sacchi di patate come lei).
Poi l’ha mandata a un circolo anziani-ma-non-troppo, e in capo a poco tempo ci mancava poco che ballasse sui tavoli: grandi picnic, sta sempre a cucinare qualcosa per il circolo, gite, escursioni, non se lo fa mai ripetere due volte,
*** e i figli sono liberi da gioghi e controlli… ***
Luglio 11, 2008 a 2:43 pm
donnaemadre
PS: continua a non capirci, ma almeno non ci sta sul collo a dirci come dobbiamo campare…
Luglio 11, 2008 a 4:14 pm
osolemia
siete davvero un gruppo di persone speciali… la verità e la dolcezza con cui parlate di voi e confrontate le vostre esperienze sono stupende. la vita toglie degli affetti e forse poi li restituisce sotto altra forma. ma capisco che l’amore di una madre è insostituibile… ma, Ema, hai molti amici, tutti quelli che sono qui e che ti hanno inondato dell’abbraccio fraterno di parole vere.
a me non resta che tifare per te, perché tu possa capire qual è la cosa più giusta da fare, per te. quella scelta sicura nell’agire (andare incontro a tua madre e rischiare il no o lasciarti tutto alle spalle) che, comunque vada, non ti farà avere rimpianti.
ciao
Luglio 11, 2008 a 4:57 pm
emaki81
Hai ragione cara DM…
Il mestiere di madre è difficile, come lo è quello di figlia.
Grazie a tutti per aver lasciato il vostro contributo…voi non sapete come mi sia caro, in questo momento…
Penso a mia madre, la persona con cui il distacco quando ero piccola era così doloroso, anche se per poche ore…andavo ad annusare i suoi vestiti per sentirla a me vicina quando andava al lavoro…ma questa immagine ora si confonde con la madre che mi prende i polsi a forza perchè crede che io mi buchi, solo perchè avevo passato, alla veneranda età di 27 anni, un pomeriggio fuori e lei pensava che io avessi fatto chissà cosa…anche se le avevo detto che andavo a casa di un’amica (ed era vero ovviamente).
Queste immagini, questi gesti, queste violenze io non posso dimenticarle…ed il pensare che si possano ripetere, mi fa stare male da morire.
Grazie Osolemia…io ti conosco e ti ho già letto, ma questa è la prima volta che scrivi qui da me e le tue parole sono molto belle (non avevo dubbi)…ho degli amici, a partire da questi, e un amore…ricomincio da lì…e spero che loro, prorpio loro, siano la mia pedana di lancio per essere una persona migliore e magari un giorno guardare a questi fatti con serenità…
anche se, come dice DM, non sempre il tempo è risanatore, ma crea ancora più divario…
“Una vita consacrata a un figlio è una vita di cui non sai che fare quando il figlio, all’improvviso, non ha più bisogno di te e reclama la propria libertà. E se tuo figlio studia più di te, e sa più di te, l’orgoglio di genitore si mischia all’invidia umana, rendendo il genitore incoerente.”
Lo capisco…ma mi mette una tristezza addosso…
Luglio 11, 2008 a 6:37 pm
donnaemadre
Quello di farsi i film è un’altra caratteristica delle madri. L’hai passata la fase in cui ti sei presa una terribile malattia venerea? E quella in cui c’è un bruto che ti minaccia? No? Solo quella del controllo buchi alle braccia? Principiante!
E loro hanno sempre chiari segnali e prove inconfutabili delle loro sagge convinzioni nonché acute intuizioni.
Diventeremo così?
*** Virgo potens ora pro nobis ***
Luglio 11, 2008 a 10:33 pm
Paul
mein Gott Ema & DM, non fatemi sentire in colpa!
Anch’io ho cercato di scoprire segni di buchi, come pure traccie di polveri o pasticche. Certo non ho mai perquisito mia figlia maggiore, non le ho mai frugato nelle tasche, non le ho mai bloccato i polsi, ma quando tornava tardi a casa, sfinita ma euforica, beh, nonostante il buon dialogo che avevamo con lei, ogni tanto “il film” ce lo facevamo!
Ema, penso che fra un po’ di tempo, quando le ferite saranno un po’ cicatrizzate potrai tentare un riavvicinamento.
Te lo auguro davvero!
***
PS: Le parole che hai scritto a tua madre mi han fatto venire in mente mio padre: sono 29 anni che mi manca; ma purtroppo non posso sperare di incontrarlo mai più. Grazie di avermi dato questa occasione di ricordarlo.
Luglio 14, 2008 a 1:21 am
Onofrio
Mi manchi.
Mi manca tutto di te.
Anche quello che non hai mai avuto. Anche quello che non sei mai stata.
Mi mancano i tuoi abbracci. Mi mancano i tuoi baci. Mi manca la tua voce. Mi mancano le tue risate.
Mi manca quando mi guardavi orgogliosa di avermi fatto fare bella figura. Soddisfatta che io ti sentissi un fiore.
I tuoi successi erano i miei successi. Che gioia sentire che tutti non potevano che parlare bene di te.
Mi manca il f atto che ad un certo punto non ci siamo più capite. Mi manca il fatto che crescendo non sei riuscita a capire quanto fosse difficile per me accettare scelte lontane dalla mia forma mentis, dalla mia educazione, dal mio modo di vedere e vivere le cose. Mi manca il fatto che non sei riuscita a farmi capire se veramente senti ancora il bisogno di sapere che io ci sono per te, che la cosa conta per te, e che mai nulla potrà impedirci di volerci bene.
Mi manca il fatto che tu pensi che come madre io abbia solo dei doveri e non qualche piccolo diritto come quello di essere capita nei miei difetti umani.
Mi manca che non riusciamo a parlarci con sincerità prese come siamo dall’ansia di proteggerci reciprocamente, io proteggere te e tu proteggere me, dai nostri preconcetti, dalle nostre ferme convinzioni, se vuoi dalle nostre paranoie…come tu le definisci
Mi manchi ancora di più.
Mi manca una figlia.
Mi manca mia figlia.
Luglio 14, 2008 a 6:54 am
donnaemadre
Sconvolgente…
ho pensato a mia madre a scrivere una cosa del genere: e forse è proprio quello che direbbe.
Luglio 14, 2008 a 9:27 am
emaki81
Cara DM…alla malattia venerea ci è andata vicino…quando stavo facendo una cura ginecologica, prescritta molto tempo prima dal mio ginecologo, e lei non se la ricordava più e pensava fosse perchè mi ero presa qualcosa e non volevo dirglielo…
Anche il bruto che mi minacciava è stato una tappa delle sue paranoie…aveva paura che il mio ex mi venisse a cercare e mi facesse del male…e ogni volta che uscivo mi mandava messaggi in continuazione e squilletti…se per caso me ne perdevo uno…era il panico….
poi è stata la volta dei polsi…
Paul, anche tu, mi raccomando…
Caro Onofrio, sono felice di rileggerti e che tu continui a leggere me…la tua sensibilità la conosco, ma ogni volta mi colpisce favorevolemente…
Lo so che la visione si può ribaltare…ogni cosa può essere vista da un altro punto di vista…e sono sicura che lei avrà il suo…
Però in questo caso per me è impossibile mettermi nei suoi panni, perchè sono toccata troppo da vicino, sono troppo coinvolta e sopratutto ne ho subito troppo l’influenza…
caro Onofrio, io stavo impazzendo…e non lo dico in senso eufemistico…
Anche per mia mamma sarà lo stesso…lo so…
Per questo siamo in un circolo chiuso…continuiamo a sbagliare e a farci del male…
Ed è questo il dramma…
Luglio 14, 2008 a 10:25 am
donnaemadre
Cara Ema, come vedi tua madre segue il percorso normale di tutte le madri.
Forse eliminare la tv in casa aiuterebbe… secondo me sono i telegiornali che alimentano le loro paranoie.
Luglio 14, 2008 a 12:39 pm
emaki81
Ah sicuro…poi in casa mia si vedono una media di 8 telegiornali al giorno….
Luglio 14, 2008 a 4:35 pm
emaki81
Tutti fatti con lo stampino ovviamente….
Luglio 15, 2008 a 7:19 pm
elis
“il non poterti parlare con sincerità, dovendoti sempre raccontare mezze verità per proteggerti da te stessa, dalle tue ansie, dalle tue paranoie e dai tuoi egoismi.”
quanto è vera anche per me questa cosa ho tolto il “mi manca” perchè a me non manca, è una cosa che non ho mai avuto e non ne sento la mancanza, o forse non lo ammetto..bo..
poi ho dato un’occhiata ai commenti veloce veloce perchè se no stò qui fino a domani
“E’ troppo fissa sulla sua posizione.” <- vero, vero vero!
forse io sbaglio ma anche li ho imparato a tagliare, a chiudere..quando vedo che non cambiano le cose ok basta ci passo sopra, poi tra me e me ci stò male però almeno non stò male due volte, per lei e per me
non lo so..
mi piace molto il tuo blog comunque!
Luglio 15, 2008 a 7:32 pm
salvatorepiroddi
Da xeena avevo scritto un pensiero breve dedicato a mia madre…proprio così emak81, un abbraccio Salvatore
Luglio 16, 2008 a 8:40 am
emaki81
Ciao Elis!
Benvenuta e grazie, sono contenta che il mio blog ti piaccia…
I miei problemi con mia madre sono problemi che ho in comune con molte altre persone…che a me poi sembrino gravissimi, questo è un altro discorso, ma credo ognuno di noi li veda come dei baratri insormontabili…
Mi spiace che anche tu ti trovi nella mia stessa situazione, comunque…per ovvi motivi non sono io la persona più indicata per darec consigli, vista la situazione…
Posso dirti solo…ti sono vicina!
Un abbraccio
@salvatore: andrò a sbirciare… grazie di essere passato!
Luglio 16, 2008 a 11:40 am
elis
grazie!
ma si, credo sia giusto che ogniuno veda le cose a modo suo e comunque sapere che le stai vedendo a modo tuo ma che il resto del mondo le vede in modo diverso a me piace come idea..
Luglio 16, 2008 a 12:15 pm
Serena
Cara Emaki,
è bello quello che dici, ovvero che senti il bisogno di vedere scritte queste parole nero su bianco. Il consiglio di Pani non è male… fare qualche copia della lettera e infilalarla tra le sue cose, in camera da letto, in cucina… io al tuo posto farei così. Anch’io ho scritto a mia mamma tramite blog, ma è solo perchè purtroppo non posso parlarle più…
Un bacio,
Serena
Luglio 16, 2008 a 12:29 pm
emaki81
Cara Serena,
la lettera è proprio venuta dal cuore, anzi dai visceri, perchè lì vengono i miei istiniti e pensieri più profondi…
Non so se servirebbe sai?
Non credo capirebbe e non credo ne sarebbe colpita più di tanto, se non per dirmi: “perchè non mi dici queste cose a voce? perchè sai di avere torto!”
Quante volte lo ha già fatto..
Invece penso alla tua mamma…mi dispiace tanto…e ti confido che è una delle mie paure…di non avere il tempo e la possibilità, un giorno, di parlarle….
Un bacio a te
Luglio 16, 2008 a 1:51 pm
Serena
Come è possibile pensare che esternare i propri sentimenti scrivendo corrisponda ad un’ammissione di colpevolezza? Colpa di cosa, poi?
Ecco, la cosa peggiore è quella che scrivi… non avere più la possibilità di parlare… fortunatamente non avevo grandi rospi in gola e bene o male le ho sempre detto tutto, perchè eravamo molto legate (e il legame persiste!); mi manca la quotidianità, le cose semplici… il confronto maturo con lei e me adulta… (la lettera è qui)
Luglio 16, 2008 a 2:20 pm
emaki81
Rospi in gola non ne ho più neppure io…glieli ho già vomitati tutti…il fatto è che lei non li ha ascoltati…
Invece a me manca una figura che c’era e che ora, invece, ho completamente perso…
Luglio 16, 2008 a 2:28 pm
emaki81
Ho lasciato un commento alla tua lettera…complimenti, è proprio bella…
Luglio 16, 2008 a 2:38 pm
salvatorepiroddi
Xeena 11 Marzo 2008…tutto il suo amore si racchiude in quello, tutto in uno…più di cento, mille parole espresse è il Bacio del cuore che ha sempre parlato con Noi in silenzio…un abbraccio.
Luglio 16, 2008 a 2:55 pm
emaki81
“più di cento, mille parole espresse è il Bacio del cuore che ha sempre parlato con Noi in silenzio”
Le parole espresse e non espresse di mia madre erano per me il tesoro più grande…ora sono ciò che più mi fa soffrire..
Luglio 16, 2008 a 4:49 pm
salvatorepiroddi
Lo sò…e non solo, ora sì…sii leggera Salvatore.
Luglio 16, 2008 a 4:55 pm
Serena
Forse tutto si risolverebbe appunto nel ritrovare la capacità di ascoltare se stessi e l’altro, i propri e gli altrui bisogni… nell’ammettere che certi egoismi sono frutto del troppo amore… si è forse inceppato il meccanismo, se dici che prima lei “c’era” ed ora non più…
Luglio 16, 2008 a 4:55 pm
Serena
p.s. ti aggiungo al blogroll…
Luglio 16, 2008 a 6:09 pm
emaki81
Grazie Serena!
Sì…si è inceppato, anche abbastanza improvvisamente, per motivi molto semplici…sono cresciuta…
Luglio 17, 2008 a 7:16 am
donnaemadre
Non è così semplice: tu sei cresciuta, e lei no.
E’ rimasta intrappolata nel ruolo di mamma di bimba piccola.
Luglio 17, 2008 a 9:15 am
emaki81
Esattamente.
Lo capisco da tutto ciò che lei dice, da ciò che mi rimprovera e mi rinfaccia…
Il fatto che soffrisse che io uscissi al weekend e non stessi con lei, come quando studiavo, oppure che lavorassi tutto il giorno (e tanto) e non mi occupassi più di mettere in ordine la casa, come quando studiavo, è un indicatore molto forte.
E quando adesso mi dice di farmi vedere spesso, perchè prima non c’ero mai ed era insopportabile, figurarsi ora…si capisce che non si è adattata nè si è resa almeno consapevole che la vita è cambiata, perchè era inevitabile, ma la prende come un affronto personale, una cattiveria nei suoi confronti…
*chissà come sarò io come genitore…*
Luglio 17, 2008 a 9:50 am
Serena
Anche io me lo domando spesso emaki… credo che fare il genitore sia davvero complicato, soprattutto riuscire ad adattare lo stile di cura in rapporto alle diverse fasi della crescita del proprio figlio… non è un passaggio così naturale e spontaneo, credo richieda molta consapevolezza e non meno importante che sia condiviso con la figura paterna…
Luglio 17, 2008 a 10:05 am
emaki81
Già…io ci penso spesso…
Essere figli è un lavoro, ma essere genitori anche, ed in modo completamente diverso…
Anche se ora soffro, ne sono consapevole…
Vorrei come genitore essere diverso dai miei, non fare gli stessi errori…
…. ma chissà…
dall’altra parte della barricata non è la stessa cosa….
Luglio 17, 2008 a 10:50 am
donnaemadre
@Serena, sono stata sul tuo blog, è meraviglioso: ho letto anche quello che hai scritto su tua madre, e avrei voluto rispondere, ma non ce l’ho fatta, mi sono resa conto che è un argomento troppo doloroso per me.
Quanto hai ragione sull’importanza della figura paterna! Lessi un libro tempo fa che si intitolava pressappoco “Madri e figlie: un rapporto a tre”, in cui per l’appunto il terzo era il padre, che ha il compito di riportare l’equilibrio in quel rapporto sempre un po’ sopra le righe che si instaura tra madre e figlia.
@Ema: penso che sia importante per tua madre crearsi altri interessi, e non usarti come cronometro del suo tempo. Finché la sua vita ruoterà intorno a te, finche il suo tempo sarà scandito solo dalle tue telefonate, le tue visite, i tuoi orari, il tuo colorito, la tua vita, il tempo non le passerà mai, mentre per te sarà opprimente.
Luglio 17, 2008 a 11:09 am
emaki81
Sì, il blog di serena è carinissimo, condivido in pieno…e la sua lettera…mi ha commosso…
Mia mamma altri interessi dovrà costruirseli…io glielo ho sempre detto, andava in piscina tempo fa e le faceva bene….io spero che ci riesca…se no, la vedo dura…anche per mio papà…
Luglio 17, 2008 a 11:13 am
pani
eh…serena… l’impaginazione, i reportage e le foto sghembe come le sue non le trovi da nessuna parte. E poi lei suona il sax.
Luglio 17, 2008 a 11:26 am
emaki81
Notevolissime le donne che suonano il sax…
Luglio 17, 2008 a 11:40 am
pani
non solo quelle che suonano il sax
Luglio 17, 2008 a 11:50 am
emaki81
Quello sicuro…se no io mi escluderei dalle donne notevoli…
Luglio 17, 2008 a 12:06 pm
pani
appunto
Luglio 17, 2008 a 12:21 pm
emaki81
Quello che intendevo, comunque, è che il sax è uno strumento particolare, generallmente suonato da “uomini”…
Come per tutte le donne che fanno un qualcosa che tradizionalmente è maschile (e lì mi ci metto anche io), è una battaglia ed si è considerati “originali”…ed andare controtendenza implica un impegno maggiore che il contrario.
Poi il sax è uno strumento passionale, caldo…occorre una personalità particolare per suonarlo…proprio per quello che il suo suono esprime….
Luglio 17, 2008 a 12:36 pm
pani
sì, ma ormai siamo nel 2008 e io non farei più distinzioni tra strumenti maschili e femminili. Pensa che secondo alcuni, Nannerl, la sorella di Mozart, aveva più talento di lui.
Luglio 17, 2008 a 12:39 pm
emaki81
Più talento di Mozart…?
Allora doveva essere il massimo che l’umanità avrebbe mai avuto….
Le distinzioni non si dovrebbero più fare, ma ancora esistono…e quindi la lotta è ancora aperta…
La via dell’accettazione che qualcosa cambia è ancora molto lunga….
Luglio 17, 2008 a 12:45 pm
Serena
Andiamo con ordine, qui c’è un fiume di commenti
@ donnaemadre: cara… grazie di essere passata, anche io farò un giretto sul tuo. *__* Ecco… è come se il padre facesse un pò il ruolo di bilancere nel rapporto madre-figlia. Cito anche io un libro, “Con voce diversa” (composto da alcuni saggi, tra cui uno di Duccio Demetrio) che parla della pedagogia e della differenza sessuale e di genere. L’avevo affrontato per un’esame all’uni, mi sa che lo rispolvero…
@ emaki: scusa se esterno questo mio pensiero… quando scrivi “Mia mamma altri interessi dovrà costruirseli…io glielo ho sempre detto, andava in piscina tempo fa e le faceva bene… io spero che ci riesca…” sai che mi è come sembrato che parlassi di una donna… vedova? Scusa se oso a scriverti queste cose, davvero… è come se l’unico interesse della sua vita fossi tu… non ha interessi in comune con papà? Giardinaggio, viaggi, corso di ballo, letture, cinema… potrebbe partire da lì – lei come donna – per allentare il cordone ombelicale che ti tiene così stretta…
@ pani (e emaki): vada il complimento per l’impaginazione, lo accetto con il sorriso… ma sul sax… non mettermi così in mostra che lo strumento è pieno di ragnatele e non sono mai stata un genio… suvvia…
Luglio 17, 2008 a 12:58 pm
emaki81
Con mio papà mia mamma non fa quasi nulla…
Mio padre è fissato oltremodo sul fare lunghi viaggi d’estate, generalmente sfiancanti, e lei è “costretta” ad andare…alla fine è contenta di vedere bei posti, ma credo ne farebbe anche a meno, se lui non insistesse così tanto (mio padre dà di matto se lei gli dice che non vuole andare…è già successo).
Questa è l’unica cosa che fanno assieme.
Ogni tanto vanno a teatro, ma sono sempre depressi dopo, perchè mio padre si addormenta e mia madre ci soffre…lo stesso per il cinema…
Insomma…non si schiodano mai da casa, tranne 2 o 3 settimne d’estate, mia madre in cucina, mio padre nel suo studio….
Luglio 17, 2008 a 1:10 pm
Serena
Capisco allora l’importanza di fare qualcosa per se stessa, da sola o con un’amica… un corso di cucina, yoga, qualche pomeriggio in biblioteca… si innescherebbe un bel cambiamento! Scusami ancora se sono stata inopportuna…
Luglio 17, 2008 a 1:50 pm
emaki81
Ma figurati…perchè inopportuna?
Luglio 17, 2008 a 1:52 pm
Serena
Non ho scritto proprio una cosa “leggerina”… comunque sta venendo fuori un bel dibattito qui, tra donne-madri, ometti e giovincelle quali noi siamo
Luglio 17, 2008 a 2:19 pm
emaki81
Sì…ma ho capito quello che volevi dire…d’altronde, l’argomento (e la situazione) è pesante, perciò…ci stava!
Per il dibattito…bè…la qualità dei miei lettori qui è alta…
(io sono figliastra della Modestisia se non si nota….mica pizza e fichi!)
*merito del sax e affini…
*
PS: forse non sai chi è la Modestisia…chiedilo a DM, che lei lo sa!
Luglio 17, 2008 a 2:35 pm
Serena
@ pani & tutti: consiglio il blog di Rita Charbonnier, scrittrice del romanzo su Nannerl Mozart, che era venuta a farmi un salutino sul blog tempo fa (non Nannerl dall’aldilà eh…)
@ DM: spiega, spiega anche alla Sere… erudiscimi
Luglio 17, 2008 a 2:39 pm
emaki81
Bello….aggiungo qui il link…per chi volesse dargli un’occhiata…
Nannerl Mozart
PS: sarebbe fortissimo se Nannerl Mozart avesse commentato sul tuo blog…
Luglio 17, 2008 a 2:40 pm
pani
Rita Charbonnier era venuta a farti un salutino? Mi pareva di averla già sentita…accidenti che sorpresa. Hai letto anche il suo libro?
Luglio 17, 2008 a 2:51 pm
Serena
Sì, sarebbe un caso unico
Ottimo che hai messo il link… /me pigra
@ pani: sì, venne “a trovarmi” in seguito ad un commento che le lasciai sul suo blog… aveva commentato a questo post… Non ho ancora avuto occasione di leggere il libro, prima o poi… spero… se lo leggi prima tu fammi sapere!
Luglio 17, 2008 a 2:55 pm
emaki81
Che bello il post…e la poesia…non sapevo ne avesse scritta una per quel fatto di cronaca…
*i giornali avrebbero dovuto parlare di questo, piuttosto che di tutte le cavolate che ne sono uscite fuori…*
Luglio 17, 2008 a 2:57 pm
Serena
Nu nu, non l’ha scritta per quel fatto… è antecedente… l’ho messa io, mio personale collegamento mentale
Sì, hai ragione… è stata una sorpresa sentirla parlare di quel fatto, in modo così diverso da come ci avevano abituato…
Luglio 17, 2008 a 3:00 pm
emaki81
Ah …. ok….
Comunque la frase “il mondo ad essere caduto in un pozzo” rende di più di mille interviste e approfondimenti giornalistici….
Luglio 17, 2008 a 4:48 pm
Serena
Sì, lì risiede l’acutezza della Merini! *___*
Luglio 17, 2008 a 4:56 pm
emaki81
Già…
….e si nota la poca acutezza di tanti altri…
Poveri ragazzi, come poveri tutti quei giovani e bambini che sono stati vittima di fatti di cronaca…quella che colpisce la massa…perchè il male che hanno subito è stato strumentalizzato per fare notizia…e pertanto sono vittime due volte…
Luglio 17, 2008 a 7:31 pm
Paul
…. e sono vittime due volte anche quei bambini che soffrono tutti i giorni o hanno perso la vita nel completo silenzio, dimenticati dai media che non ne parlano perchè la loro sofferenza o la loro morte non fa vendere un giornale o uno spazio pubblicitario in più.
*** che schifo! ***
Luglio 18, 2008 a 1:50 pm
osolemia
io sono rimasta sconvolta per quella storia tanto che al tempo scrissi un post a riguardo…http://osolemia.wordpress.com/2008/02/29/lacqua-nel-pozzo/
troppo era lo sgomento, e se ci penso adesso ancora sto male…
Luglio 21, 2008 a 9:09 am
emaki81
Cara Osolemia,
sono storie queste davanti alle quali è difficile rimanere indifferenti (e su questo puntano i media).
Sono piccole vite strappate, vite innocenti, che hanno pagato per gli errori, gli egoismi di persone più grandi, forse vittime anche loro di una società che spesso e volentieri ti lascia da solo a risolvere i tuoi problemi e te lo rende anche difficile, ma che però avevano il dovere di proteggerle e di garantirgli un’infanzia ed adolescenza diversa…
Molto bello il post che hai scritto…
Settembre 29, 2008 a 11:48 pm
donnaemadre
Cara Ema, oggi ho parlato con tua madre.
Era accanto a te, che ti abbracciava, che ti baciava, che ti parlava.
Le vie del Signore sono infinite, e a volte tanto strane.
Ti abbraccio anch’io, e ti auguro – ma ne sono sicura -, che la vostra vita ora viaggerà su binari diversi, e che lei sarà una madre che somiglierà molto di più a quella che hai sempre voluto.
Ottobre 1, 2008 a 12:44 pm
arthur
Ciao Piccola Ema…
Ottobre 8, 2008 a 2:40 pm
arthur
Ciao Piccola Ema,
oggi, 8 ottobre, è una giornata di sole, di quelle che lasciano presagire una sorta di benessere, che bene accompagna le mie fatiche lavorative.
Leggo, anzi, rileggo alcuni dei tuoi post e mi lascio trascinare dai tuoi ricordi, dalla voglia che a volte hai di ripercorrere i sogni, delle tante paure che senza esitazione hai voluto raccontarci e poi, dell’amore, di quant’eri felice per aver intrapreso la strada della tua indipendenza.
Ti ho conosciuto, non lo so sinceramente, certo che no, ho avuto soltanto l’occasione di sentire il tuo grido, di vivere le tue tristezze, di sorridere con i tuoi sorrisi e l’entusiasmo per le cose in cui credevi.
E quante volte ho sentito il bisogno di riguardare una tua foto, perché quella fragilità che tu mostravi, l’andavo a cercare sul tuo viso e poi la tentazione di porgerti una mano che, ahimè, immancabilmente restava dietro ad un video e ad una tastiera.
Comunque, non voglio parlare di cose tristi, anzi, sai benissimo che mi sono sempre battuto per quel bicchiere mezzo pieno che fa parte di me e al quale non voglio mai rinunciare.
E mentre ti scrivo, mi viene in mente un tuo commento, in risposta ad una delle mie solite intemperanze…
“L’A_ngolo delle chiacchiere n. 10” donnaemadre
commento n. 390 emaki81 su Giugno 27, 2008 a 11:06 am
@arthur: Oh, caro Arthur, non è che spesso non rispondo ai tuoi commenti perché mi danno fastidio….e non osare startene zitto, che di quello che mi dici tu ho sempre un gran bisogno….
Non rispondo perché tu dici già tutto nei tuoi commenti…non potrei né correggerli né puntualizzarli…l’unica cosa che faccio è leggerli e tenermeli dentro…
…una cosa però questa volta la dico in risposta al tuo commento: vorrei che mio papà mi parlasse così…
@DM: sì, sto bene, benone…e ne sono così felice!
Confido nel tempo…che risani tutti i mali…
Ed io che ti rispondevo così…
commento n. 391 Arthur su Giugno 27, 2008 a 11:21 am
Beh, questa volta devo riconoscere che mi hai lasciato senza parole, mia cara Piccola Ema, proprio io che di parole ne ho sempre tante da dire.
Comunque sono sicuro che il tuo papà ha dentro di sé la saggezza e il cuore per poterlo fare, sta a te dargli ancora un po’ più di tempo.
*** Ciao figliolina… ***
Beh, adesso sono sicuro che per tuo papà quel tempo sia arrivato e allora… ciao Piccola Ema, a risentirci presto.
Ottobre 26, 2008 a 6:29 pm
arthur
Ciao, Piccola Ema, un piccolissimo, fugace pensiero…
Ottobre 26, 2008 a 8:31 pm
donnaemadre
Ciao, Piccola Ema, un pensiero anche da me.