Leggo nel blog di Elle, il post Mancanze, e rimango ferma…ricordi…ricordi di me, anni fa…ricordi di una ragazza…che doveva essere “normale”…che non poteva sognare il futuro se non a tratti confusi…che ipocritamente ubbidiva sempre…che diceva sempre sì…per non correre mai il pericolo di non essere “all’altezza”.
Wainting for a new life, Photo taken by Fémininité
Qualche tempo fa mi sono trovata a sentirmi soffocare nel mio ruolo. Mi sembrava di non vivere più. Mi ero dipinta una maschera ipocrita di ragazza di un certo tipo e recitavo.
Vedevo me stessa in questo ruolo, in questa storia, costruita, che era la mia vita. Chi io fossi, cosa volessi non lo sapevo, neppure me lo domandavo. Io non dovevo essere ciò che ero ma ciò che era giusto che fossi.
Una parte di questo ruolo ormai mi è entrato dentro. E combatto con esso, molto spesso.
La mia personalità è un gran combattimento: da un lato la ragazza per bene che sta nelle regole, brava figlia e brava nipote, brava studentessa (prima) / brava collega (ora) dall’altro l’essere contorto e tormentato quale sono, inquieta, piena di domande e di perchè, piena di sogni e di richieste e di preghiere, una persona che vuole essere felice fin nelle ossa e rendere felici chi ama…
Ora le due parti coesistono…ogni tanto prevale una e ogni tanto prevale l’altra…ma tornano sempre a stare in equilibrio.
Fino a quando durerà questo equilibrio?
Quando una delle due parti prevaricherà l’altra?
E in questo caso, quale parte prevarrà?
Guarirò mai? Guarirò, in modo tale che si formi un vero equilibrio, tanto che non assomiglierò a nessuna di queste due parti, ma solo a me stessa?


10 comments
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Luglio 15, 2008 a 4:15 pm
IlViandante
Pace, equilibro, chimere che cerchiamo di cavalcare.
Molte menti hanno camminato su questo campo di battaglia
comune a molti, ma e’ una guerra affrontata da tutti i modo
solitario.
Non credo nella morte delle due parti come la via per
la vittoria per la pace.
Una maschera e’ quella che ci mettiamo per il pubblico
,il sogno e’ quello che desideriamo.
E se noi stessi fossimo il frutto di queste due parti?
Se fosse cosi’ allora la pace non sta’ nel far soccombere
l’una o l’altra parte oppure entrambe, la pace forse sta nel
accetarle entrambe, con la consapevolezza che a volte siamo
l’una e a volte siamo l’altra.
Luglio 16, 2008 a 12:09 am
Paul
Ema,
Non credo tu guarirai mai, perchè non credo che tu sia “malata”; molto più semplicemente stai seguendo l’evoluzione di milioni di persone che sono stati bambini, adolescenti, 16-enni, universitari. La mia esperienza mi suggerisce che per tanti la fine dell’università ed il mondo del lavoro sono un punto di non ritorno.
Chiunque, chi di più, chi di meno, si è fatto, si fa e si farà le tue domande e cerca la sua vera identità.
Penso si debba accettare con una certa serenità che prima si era bravi “bambini” (magari non troppo convinti!) ed oggi si è più “adulti”, ma non si è ancora trovato l’equilibrio giusto.
Le due faccie della tua personalità continueranno a coesistere e forse tra un po’ di anni ne uscirà una terza che forse ti farà rimpiangere le altre due, perchè a quel punto si sarà così adulti che non ci si potrà più permettere di fare i ragazzini.
Un abbraccio.
Luglio 16, 2008 a 8:57 am
emaki81
Quando il mio lato razionale prevale, desidero tantissimo non essere così istintiva nelle mie scelte…rimpiango di non avere una vita “lineare”, ben delineata..alle volte mi colpevolizzo anche…
Quando il mio lato istintivo prevale, vivo come in un vortice, mi gira la testa dai pensieri e dalle idee che ho…è il momento in cui scrivo i miei racconti, le mie poesie…è il momento in cui creo e dò spazio alla mia sfrenata fantasia…è il momento in cui amo…
La sensazione che mi dà questo ultimo aspetto è molto più bella di quella che mi dà l’altra…ma mi rende inquieta, mi agita molto…
L’altra mi dà una sensazione di pace che è gradevolissima…
Che dire? Sono proprio divisa a metà…ed è difficile gestire tutto ciò…
Esserne cosapevole, ne sono consapevole, ma accettarla…ancora non riesco…
Per quanto riguarda il terzo aspetto che dici tu, Paul…bè, speriamo di no…!
Già è ingestibile così la situazione…
Luglio 16, 2008 a 10:52 am
Elle
Quell’equilibrio che ora senti precario non è una malattia cara Emaki, così come non lo è quel sentirsi divisa in due (o forse tre, o forse più parti…), nè lo è quell’identità che rincorri e che a volte senti scivolarti tra le dita come sabbia.
Ho letto attentamente questo tuo post alla ricerca di un filo comune che legasse quanto hai scritto con il mio Mancanze ed in un primo momento mi è sembrato di non trovarlo, ma ora che ho letto e riletto più volte, forse in effetti, qualcosa c’è.
Entrambe parliamo di mancanza d’amore, quella che avverto io, come ho già detto, non è una mancanza interna, bensì una mancanza intorno.
In te Emaki invece, ho come l’impressione che l’amore che manca sia principalmente quello interno, quello verso te stessa.
Ci sono tante situazioni che possono portare al non amarsi, al non volersi bene, ma non voglio entrare nel merito anche se la conosco quella strada, l’ho percorsa anch’io.
E non starò certo qui a dirti come e cosa dovrai fare, non spetta a me, lasciami solo dire che forse è arrivato il momento di ascoltare meno le voci (che siano opinioni o giudizi o consigli o imperativi) degli altri e concentrarti sulla solo tua.
Ed anche se quella tua voce dovesse sembrarti un coro di voci contrastanti, tu ascoltala sempre e resterai “folgorata sulla via di Damasco”.
Luglio 17, 2008 a 9:25 am
emaki81
Cara Elle,
o come dovrei chiamarti ora “mia musa ispiratrice”, sono tutta orecchi verso me stessa…la consapevolezza delle sfaccettature, contrastanti, della mia personalità è il punto di partenza per l’ascolto verso di loro, e l’ascolto dovrebbe portare ad un’ulteriore consapevolezza, che alla fine, come ultimo passo, dovrebbe condurmi alla accettazione. Il top è l’accettazione che porta alla capacità di superamento di ciò che si è consapevoli sia sbagliato (per noi ovviamente).
I tuoi occhi brillano…come i miei…
*siamo stelle in un cielo terso*
Luglio 17, 2008 a 1:56 pm
Elle
Bene cara Emaki, se è così (”…sono tutta orecchi verso me stessa”) gran parte del cammino l’hai fatto.
Se proprio dovessi vedermi come una stella…uhm direi che mi sento di più in quella canzone di Ligabue “piccola stella senza cielo”…
Luglio 17, 2008 a 2:20 pm
emaki81
….. “piccola stella senza cielo” ….
….il cielo secondo me lo hai trovato…almeno qui con noi…
Luglio 17, 2008 a 11:18 pm
markinho
Non credo si tratti di guarire… quello che adesso è in equilibrio cambierà poi se ne formerà un altro… e mentre lo farà cambierai tu… ma sarai sempre te stessa. La te stessa di quel momento.
E non smettere di farti domande… farsi domande significa vivere con consapevolezza. Significa cercare di capirsi e di capire il mondo.
Notte!
Luglio 18, 2008 a 9:42 am
Loris
Le acque interne non si agitano mai senza veri motivi. L’agitazione, l’angoscia preme per permettere alla persona di iniziare il cambiamento. Un cambiamento che la deve avvicinare alla propria essenza.
Riconoscere le maschere indossate è un notevole passo avanti verso la conoscenza di sè.
Io non so ancora quali maschere abbia indossato, anzi forse anch’io le conosco ma questo non mi permette di capire se non le avessi indossato come sarei stato. Diciamo che ho in mano una monetina sullla quale è disegnato uno solo dei due lati, forse, solo il lato sbagliato!
Luglio 21, 2008 a 9:04 am
emaki81
@markinho: essere se stessi nelle proprie contraddizioni…e queste contraddizioni che sono dinamiche, cambiano nel tempo, ed accettarle…difficile cammino…se fatto in due però è più bello….un bacio
@loris: le mie maschere le conosco, da tempo, ma non sono mai riuscita veramente a scrollarmele di dosso…forse adesso, mi sento libera di non indossarle, perchè mi sento più forte e meno condizionata…
Anche io non so come sarei stata se non le avessi indossate…so solo che io sono “io” grazie anche a loro…e sono e sono state la mia vita e la mia personalità…il lato sbagliato della monetina? Sta a te deciderlo…ma se così fosse, gira la monetina e guarda l’altro lato..chissà cosa scopriresti!