Dedico questo post a Marco, che mi ha fatto ascoltare la canzone, e al quale piacciono le storie

“Venite pure avanti, voi con il naso corto,
signori imbellettati, io più non vi sopporto !
Infilerò la penna ben dentro al vostro orgoglio
perché con questa spada
vi uccido quando voglio.

Venite pure avanti poeti sgangherati,
inutili cantanti di giorni sciagurati,
buffoni che campate di versi senza forza
avrete soldi e gloria ma non avete scorza ;
godetevi il successo, godete finché dura
ché il pubblico è ammaestrato
e non vi fa paura
e andate chissà dove per non pagar le tasse
col ghigno e l’ignoranza dei primi della classe.
Io sono solo un povero cadetto di Guascogna
però non la sopporto la gente che non sogna.
Gli orpelli? L’arrivismo? All’amo non abbocco
e al fin della licenza io non perdono e tocco.

Facciamola finita, venite tutti avanti
nuovi protagonisti, politici rampanti ;
venite portaborse, ruffiani e mezze calze,
feroci conduttori di trasmissioni false
che avete spesso fatti
del qualunquismo un arte ;
coraggio liberisti, buttate giù le carte
tanto ci sarà sempre chi pagherà le spese
in questo benedetto assurdo bel paese.
Non me ne frega niente
se anch’io sono sbagliato,
spiacere è il mio piacere,
io amo essere odiato ;
coi furbi e i prepotenti
da sempre mi balocco
e al fin della licenza
io non perdono e tocco.

Ma quando sono solo
con questo naso al piede
che almeno di mezz’ora
da sempre mi precede
si spegne la mia rabbia
e ricordo con dolore
che a me è quasi proibito il sogno di un amore ;
non so quante ne ho amate, non so quante ne ho avute,
per colpa o per destino le donne le ho perdute
e quando sento il peso d’essere sempre solo
mi chiudo in casa e scrivo e scrivendo mi consolo,
ma dentro di me sento che il grande amore esiste,
amo senza peccato, amo ma sono triste
perché Rossana è bella, siamo così diversi ;
a parlarle non riesco, le parlerò coi versi.

Venite gente vuota, facciamola finita :
voi preti che vendete a tutti un’altra vita ;
se c’è come voi dite un Dio nell’infinito
guardatevi nel cuore, l’avete già tradito
e voi materialisti, col vostro chiodo fisso
che Dio è morto e l’uomo è solo in questo abisso,
le verità cercate per terra, da maiali,
tenetevi le ghiande, lasciatemi le ali ;
tornate a casa nani, levatevi davanti,
per la mia rabbia enorme mi servono giganti.
Ai dogmi e ai pregiudizi da sempre non abbocco
e al fin della licenza io non perdono e tocco.

Io tocco i miei nemici col naso e con la spada
ma in questa vita oggi non trovo più la strada,
non voglio rassegnarmi ad essere cattivo
tu sola puoi salvarmi, tu sola e te lo scrivo ;
dev’esserci, lo sento, in terra in cielo o un posto
dove non soffriremo e tutto sarà giusto.
Non ridere, ti prego, di queste mie parole,
io sono solo un’ombra e tu, Rossana, il sole ;
ma tu, lo so, non ridi, dolcissima signora
ed io non mi nascondo sotto la tua dimora
perché ormai lo sento, non ho sofferto invano,
se mi ami come sono, per sempre tuo Cirano.”

Francesco Guccini racconta e musica sapientemente la storia di Cyrano de Bergerac. Personaggio intrepido, pieno di pregi, intelligente e capace, brillante, giusto ed illuminato, e capace di amare, amare molto, e sacrificarsi per la persona amata, comprendendo il limite del suo difetto fisico. Un naso bruttissimo.

Vidi il film, al cinema, quando ero ragazzina, di Jean-Paul Rappeneau del 1990 e lo spettacolo teatrale, dal dramma di Edmond Rostand, “Cyrano de Bergerac”.

Lui, scontroso spadaccino dal lunghissimo naso, è uno scrittore ed un poeta, fantasioso e brillante, abilissimo con le parole come con la spada. E la sua abilità con la spada è entrata nella leggenda, quanto la sua passione per la poesia e per i giochi di parole. Usa la spada per ferire, usa i versi per mettere in ridicolo i suoi nemici.

Non ama il compromesso il nostro Cyrano. Ed i suoi nemici sono sempre più numerosi grazie al suo carattere. Ma Cyrano è soprattutto un uomo giusto. Combatte contro i potenti ed i prepotenti. E le sue idee sono illuminate.

Capace, abile, brillante, giusto e…. innamorato.

Innamorato della bella e sensibile Rossana, sua cugina.

Ma lei è innamorata di Cristiano, giovane cadetto e, soprattutto, bello.  Cristiano però non è molto intelligente. E’ buono, forse, ingenuo ed innamorato anch’egli della bella Rossana. Ma non ha neppure la metà dello spessore di Cyrano.

Così il sacrificio e il coraggio di un uomo innamorato. Cyrano decide di aiutare Cristiano a conquistare il cuore di Rossana e si improvvisa così suggeritore per l’altrui passione, scrivendo lettere e poesie per conto dell’amico. Lettere bellissime, perchè sincere. Specchio del suo sentimento.

Cristiano riesce a conquistare la sua amata. Unione che dura poco però. De Guiche, un uomo potente ed anch’esso invaghito della bella Rossana, fà allontanare Cristiano, mandandolo in guerra. Cyrano andrà con lui al fronte, ma non riuscirà a proteggere fino in fondo il giovane. Cristiano muore. E Rossana, per il dolore, decide di ritirarsi in un convento.

Solo al termine della propria vita, dopo molti anni, Cyrano confesserà, seppur involontariamente, a Rossana di amarla. A quel punto, forse, l’errore, commesso per il troppo amore, di Cyrano. L’avere dato per scontato che lei non potesse andare al di là del suo difetto fisico. Sì, lei era innamorata del giovane e bel Cristiano, ma il suo sentimento si rafforza soprattutto per ciò che lui le dice, per ciò che lui le scrive, per la sua mente e la sua intelligenza, imprestate da Cyrano.

Scoperta la verità, lei è pronta a ricambiare il suo amore, ma è troppo tardi. Cyrano è vecchio e ed è alla fine della sua vita.

Una storia senza tempo. Con personaggi senza tempo.

La prepotenza, il pregiudizio, gli stereotipi della bellezza fisica ed interiore, si rinnovano nella nostra epoca come in quella in cui si svolgono i fatti.

Una storia che ha molto da insegnare.

Le immagini qui da me utilizzate sono scene del Film Cyrano de Bergerac del 1990, ispirato all’omonima piece teatrale.