Un’amica mi ha fatto conoscere questi versi che vi riporto, scritti nel Talmud, uno dei testi sacri dell’ebraismo, che ho trovato subito molto poetici e belli….
Anche oggi, nell’epoca dell’emancipazione, dove tutto sembra ormai acquisito, conquistato, risaputo, trovo che questi versi siano molto attuali e penso che forse bisognerebbe ripeterseli di più e più spesso……
Eccolo:
“…state molto attenti a far piangere una donna,
che poi Dio conta le sue lacrime!
La donna è uscita dalla costola dell’uomo,
non dai piedi perché dovesse essere pestata,
né dalla testa per essere superiore,
ma dal fianco per essere uguale….
un pò più in basso del braccio per essere protetta
e dal lato del cuore per essere Amata ….”


4 comments
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Ottobre 24, 2009 a 10:32 am
romaguido
Dio, puro avendo la predilezione per i deboli e gli oppressi, conta le lacrime di uomini e donne, di grandi e piccoli, di belli o brutti.
Nessuno è esente dalla sofferenza, ma nessuna sofferenza ha privilegio sugli altri. La parità, le pari opportunità sono un diritto sacrosanto; facciamo bene a pretenderle, e non dobbiamo mai dimenticarcene, sopratutto quando si tratta di compiangersi, di compiacersi del proprio dolore, di gridare vendetta al cospetto di Dio.
Adoro la sensibilità e il rigore degli ebrei, i testi ebraici, i Proverbi, ma credo che il Nuovo Testamento dei cristiani abbia portato una luce nuova, uno sguardo più benevolo, un afflato di perdono e misericordia che, a mio avviso, non hanno pari.
Ottobre 24, 2009 a 8:44 pm
Mr.Loto
Dipende tutto dal tipo di donna, ve ne sono di certe che meritano ben altro che piangere.
Ottobre 25, 2009 a 2:58 pm
emaki81
io appena ho letto questi versi ho pensato subito alle violenze, agli stupri ed in generale a tutti i soprusi che tante donne nel mondo subiscono………ovviamente non solo le donne, ma anche i bambini, figure che io in qualche modo tendo ad associare, vuoi per via del discorso della maternità, anche se nella mia esperienza confrontando i due sessi spesso ho notato una maggiore fragilità da parte del sesso maschile, soprattutto in situazioni problematiche e dolorose…….In ospedale, infatti, raramente succedeva che, se dei due il malato era il compagno, la donna lo lasciava mentre nel caso contrario, ovvero se dei due era lei che stava male, spesso lui la lasciava……..penso che la chiave di lettura stia sempre nel senso di maternità che la donna ha in più rispetto all’uomo e la rende in certo senso psicologicamente ed affettivamente più forte verso l’altro….
Ottobre 25, 2009 a 3:09 pm
romaguido
…più forte, più protettiva, più capace di assumersi le proprie responsabilità.
Poi, come dice Mr. Loto, ci sono le eccezioni…