Questa è una storia breve, brevissima. Perdonatemi, dunque, miei cari lettori se sarò breve anche io.
C’era una volta una piccola foglia. Amava bere al mattino la rugiada che si formava sulla sua superficie verde e liscia, assorbire il tepore dei raggi del sole che la sfioravano durante il giorno e bearsi della pallida e romantica luna durante la notte. Questo era il suo mondo, questa era tutta la sua vita. Un giorno, però, passarono di lì due persone, un uomo ed una donna. La fogliolina li guardò passare incuriosita. Perché si guardavano in quel modo? Perché in loro vi era un’armonia quasi più bella e misteriosa di un fiore che sboccia o di una larva che diventa farfalla? La piccola fogliolina non capiva.
Arrivò l’autunno. La fogliolina cominciò a perdere il suo bel colore verde e la sua primaverile freschezza, finché il ramo che la sorreggeva non la resse più e cadde. Insieme a lei cadde contemporaneamente un’altra foglia che si trovava dal lato opposto dell’albero. Nell’attimo prima di cadere a terra, le due foglioline si sfiorarono. Il tocco fu impercettibile ma fu come se entrambe avessero vissuto fino a quell’attimo solo nell’attesa di quel momento. Appena la piccola fogliolina toccò la compagna provò un brivido, doloroso ma meraviglioso, che le parve durare un’eternità. Ora aveva capito.

Emanuela Sortino

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