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Essere amati per quello che si è , e non per quello che cerchiamo di essere per essere amati: Sarebbe un sogno per me…..Sì mi piace essere stimolata, sempre e comunque da chi conosco e da chi frequento, questo fa parte ormai di ciò che sono, alle volte, sì, ho fatto errori sono stata poco convenzionale nelle mie frequentazioni, ma sono stata felice, rifarei gli stessi errori, non sono una “ragazza per bene” sono stata istintiva nelle mie scelte, ma sono stata autonoma nel farle e ho sempre preso la responsabilità che le mie scelte comportavano. Questo di me non è mai stato accettato da chi mi stava vicino e che, nonostante l’età non lo permettesse più, si riteneva ancora in diritto di educare. Ma io sono così….. e non voglio e non posso far finta di non esserlo solo per essere accettata ed amata…..Vorrei essere amata per ciò che ho dentro, per la ricchezza che mi porto dietro….al di là delle convenzioni. Vorrei essere guardata nell’anima ed amata per quello…Un sogno?

bellezza al di là delle apparenze

Dopo questa quasi “preghiera” mi viene in mente un film…… Vi ricordate “Edward mani di forbice“? era la storia di un “mostro” che in realtà lo era solo convenzionalmente, mentre proprio quelli che erano considerati i “normali” erano i veri mostri.

normali o mostri?

normali o mostri?

Nella mia vita i veri “mostri” sono stati quelli che erano tanto “normali”. Tanto normali che mi hanno distrutto, ma secondo l’opinione di tutti “erano tanto bravi”…..”certo, così bravi che mi hanno rovinato la vita….”

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Prospettive

Prospettive

La vita è una questione di prospettive, mi dico da sempre ed anche e soprattutto adesso…..alla fine dovremmo sempre calarci nei panni degli altri, guardare dalla prospettiva altrui prima di fare qualsiasi cosa, di giudicare o, peggio, di sputare sentenze…..

Entro in ospedale ed ogni volta vedo le persone in sala d’attesa che si girano e mi piantano addosso i loro occhi indiscreti, impertinenti, incuriositi. Ogni volta sembra che ci sia l’apparzione della Madonna di Lourdes ….. abbasso gli occhi, cerco di diventare trasparente…. <<Quanto mi dà fastidio……Dio, dammi le ali e fammi volare via lontano da qui…>>> penso. << Ma è mai possibile che la gente non si renda conto che fissare una giovane ragazza con il suo bastone, può essere indiscreto?>>mi chiedo. <<Lo fanno perchè sono giovane ed è strano vedere una ragazza giovane con un bastone…..si aspetterebbero una persona più vecchia.Non è cattiveria,è solo una questione di prospettive…>>mi dico.

Questa è la storia di Spelacchione, un pennello incompreso.

Spelacchione era un pennello, fabbricato in un piccolo laboratorio disperso sulle montagne di Gee. Una volta fabbricato, Spelacchione, che all’epoca non sapeva ancora che gli avrebbero dato questo nome, era uscito dal laboratorio, tutto bello lucido, con le setole morbide e ben pettinate, per essere venduto ad un grosso fornitore di articoli da cancelleria. Durante il viaggio verso la città Spelacchione, sbalzato di qua e di là nel furgoncino, aveva perso parte della sua forma smagliante ma le sue setole erano ancora intatte, così fu acquistato allo stesso prezzo, con suo grande orgoglio. E proprio mentre se ne stava tutto inorgoglito su uno scaffale fu visto da una giovane di nome Eleuterìa << Questo lo prendo e lo porto nel mio laboratorio, sarà di sicuro un buon pennello per i mille disegni che ho intenzione di far realizzare. Tutta quella gente infelice che viene a farsi aiutare da me a trovare un po’ di felicità potrà usarlo per dare alla sua vita un po’ di colore e lui ne sarà all’altezza, ne sono certa>> pensava la ragazza.

Fu così che Spelacchione entrò nel laboratorio di Eleuterìa e vi restò per molto tempo. Tanti disegni aveva permesso di realizzare e a tante persone aveva fatto tornare il sorriso quando, ormai rimasto con una sola setola e battezzato con affetto da Eleuterìa “Spelacchione”, qualcuno entrò nel laboratorio, lo vide e disse, <<che brutto questo pennello!>> e poi pensò << A cosa può servire un pennello con una sola setola?>> << Servo a curare, con la mia unica setola rimasta, i particolari di un disegno. Un disegno è bello nel suo insieme ma anche e soprattutto per quei particolari unici che lo caratterizzano>> disse Spelacchione.

Siccome,però, non è da tutti riuscire a sentire un pennello che parla, Spelacchione non fu sentito e fu gettato via, tra gli oggetti vecchi.

Eleuterìa cercò a lungo Spelacchione ma non riuscì a trovarlo in tempo. E fu così che Spelacchione terminò la sua lunga ed onorevole carriera.

Emanuela Sortino, Licenza Creative Commons by-nc-sa 3.0

Spelacchione storia di un pennello incompreso

Spelacchione storia di un pennello incompreso

Guardo e riguardo le mie foto più recenti, gioco a metterci dei filtri, a rielaborarle …… quello che era il mio passatempo preferito un tempo…….e l’incubo ritorna, rivedo me,stesa su un letto da sala operatoria con la testa rasata una grande cicatrice sulla nuca a destra che disegna come un sette…. i tubi, le macchine cui ero attaccata….quel polso e quella caviglia legati al letto…..passo una mano sugli occhi umidi, come per scacciare via l’immagine ci riesco per un attimo e poi ritorna, puntuale nella mia mente…..

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Se gli occhi sono lo specchio dell’anima, quale anima rispecchiano i miei occhi?Mi chiedo a volte, guardandomi allo specchio…..

riflessi dell\’anima

la mia anima

la mia anima

Godetevi questa mentre leggete:joaquin rodrigo concierto de aranjuez per chitarra

C’era una volta a Cefàla una ragazza di nome Zeusestenema. Zeusestenema sapeva suonare la sua chitarra abbastanza bene, ma ogni volta la partitura non le sembrava abbastanza bella. Era così sempre in cerca della partitura adatta per lei. Un giorno, però, accadde che Zeusestenema si perse mentre cercava la strada di casa.Stanca di camminare, sempre con la sua chitarra in mano, si sedette sotto ad un albero ma prima legò, tramite le sue corde, la chitarra ad un ramo e cominciò a riprendere fiato. Ad un certo punto, cominciò a soffiare una brezza leggera così leggera, che non sembrava neppure che ci fosse vento: era solo il movimento normale e naturale dell’aria , quello di cui generalmente non ci accorgiamo neppure. Le corde cominciarono a vibrare e la melodia che ne venne fuori era così bella che Zeusestenema rimase esterrefatta. Aveva cercato la sua musica per tanto tempo e la musica per lei era sempre stata lì a sua disposizione.

Amate sempre ciò che avete proprio perchè vostro!

Amate sempre ciò che avete proprio perchè vostro!

Emanuela Sortino, Licenza Creative Commons by-nc-sa 3.0

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emaki prima del temporale

emaki prima del temporale

sul filo di un raggio di luna

Ora che ho internet, mi sono documentata su ciò che ho avuto ….. cerco su gooogle e trovo questo link….. il ragazzo che racconta ha scoperto di avere una MAV prima che si rompesse come invece, è successo a me, evitando il disastro che ho avuto io…. Non posso fare a meno di chiedermi: se non fossi stata sola?l’avrei preso in tempo? Allora non posso non pensare, se non avessi commesso l’errore di circondarmi sempre delle persone sbagliate, da cui mi sono fatta solo usare, ora la mia vita come sarebbe? Ho scampato la morte e lo stato vegetativo, ora sono in piedi e sto bene….questo conta…..mi dico…ora spero in quella pace che ho tanto tentato di raggiungere, seppur con tanti errori …….l’ultimo dei quali rimpiango di più…..

ecco quel che avevo: la MAV (malformazione arterio venosa):

Sepolta viva sotto la terra scura di un mondo che non è mio,

sento la mia estraneità a lui seppur immersa nella sua essenza.

In attesa di un raggio di sole che scaldi la terra intorno a me,

aspetto,

chiusa in questo nero sarcofago ,

di rinascere.

“Pensieri nell’ombra”, Emanuela Sortino

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Sono un pò devastata….ma riconoscibile….

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Ecco il mio quadro…fatto in ospedale…….

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“Dov’è il mio cuore, lì è la mia casa”

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Sincronicità

Le coincidenze non esistono

Le pieghe della vita

Perché quando cadi nelle pieghe della vita, o meglio sarebbe dire crepe, all’improvviso è come se ti vedessi vivere, come se ti vedessi da fuori. Quando accade, bisogna mettere in conto che può non piacerti quello che vedi.

NUNZY CONTI

"L'essenziale è invisibile agli occhi" Antoine de saint Exupery

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Diemme - La strada è lunga, ma la sto percorrendo

Non è vero che sono invincibile, mi rompo in mille pezzi anche io...è solo che ho imparato a non fare rumore. *** Amami quando meno lo merito, che è quando ne ho più bisogno (Catullo) - Non sprecate tempo a cercare gli ostacoli: potrebbero non essercene. Franz Kafka —- Non è ciò che tu sei che ti frena, ma ciò che tu pensi di non essere. Denis Waitley -- Non c'è schiaffo più violento di una carezza negata

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Il valore di un sorriso. Nessuno è così ricco da poterne fare a meno, nessuno è così povero da non poterlo dare. (P. Faber)

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