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Tutto parte da un dolce, le Michette, dolci tipici di un paesino nell’entroterra di Ventimiglia, sito in una valle che si chiama Val Nervia, il paesino di Dolceacqua

Dolceacqua

Dolceacqua

Le michette di Dolceacqua sono dolci così fatti: si presentano come piccoli dolci di pasta brioches a forma ovale di panino, quella classica, a forma di nodo, quella più moderna, di lunghezza di circa 4cm e larghezza 2 cm.

Vi lascio la ricetta:

Ingredienti: (per sei persone) 1 kg di farina di frumento, 100 g di lievito di birra, 4 uova, 350 g zucchero, 250 g burro, la scorza grattuggiata di un limone, sale, acqua tiepida (alcuni aggiungono anche il marsala).

Preparazione: sciogliere il lievito in acqua tiepida e unirlo alla farina, aggiungere le uova, lo zucchero, il burro il limone grattugiato, un pizzico di sale e il marsala.Lasciare lievitare l’impasto per circa un’ora, quindi lavorarlo e formare tanti panini a forma ellittica o di nodo.Disporre le michette sulla teglia unta d’olio e cuocerle in forno, inumidendo con acqua la parte superiore e spolverizzare con lo zucchero.

Michette di Dolceacqua

Michette di Dolceacqua

Intorno alle michette di Dolceacqua esiste una storia, ve la racconto, così come la conosco io:

Un tempo a Dolceacqua esisteva lo ius primae noctis, ovvero il castellano aveva il diritto di passare la prima notte di nozze con le giovani spose prima del loro novello consorte, un gesto di prepotenza e di strapotere, un gesto di sfregio verso la popolazione, nonchè un gesto di bieca e gratuita violenza verso i più deboli.

Si narra che un giorno una giovane sposa si ribellò allo ius primae noctis confezionando questo dolce e che offrì questo dolce, quale simbolo della propria verginità, al castellano che rivendicava con lei il diritto dello ius primae noctis. La coraggiosa giovane sposa fu rinchiusa nel castello di Dolceacqua dove fu dimenticata e morì di fame e di sete.

Il suo gesto, però, fu di incoraggiamento per la ribellione di tutte le altre giovani allo ius primae noctis. Infatti, le giovani da quella volta, come lei, presero a confezionare le michette ed offrirle, come simbolo della loro verginità, al castellano che rivendicava con loro il diritto dello ius primae noctis, ed in questo modo raggirarono l’ostacolo.

Ancora oggi a Dolceacqua il 16 agosto di ogni anno viene ricordato il sacrificio di questa giovane e coraggiosa ragazza che per prima si ribellò allo ius primae noctis con la “sagra della Michetta“.

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