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DisabiliH

Dedico questo post ad un’analisi della disabilità nella nostra epoca, per come io la sto vivendo e per quello che vedo attorno a me.

Nel nuovo millennio,l’epoca di internet e della globalizzazione, dove tutto, servizi, informazione e cultura, dovrebbe essere fruibile, condivisibile e comunicabile, e soprattutto dove i confini non dovrebbero più esistere, ma tutto dovrebbe essere facilmente raggiungibile da tutti, come si colloca un disabile?

Nonostante gli indubbi progressi della medicina sul fronte della conoscenza generale della “macchina-uomo”, questo millennio vede l’avanzata delle forme tumorali, delle forme di sclerosi e delle malattie neurodegenerative.

Anche se in Italia di disabili se ne vedono pochi in giro, di persone con disabilità ce ne sono moltissime:

siamo l’esercito degli invisibili.

In Italia, i disabili non si vedono:

I disabili si vedono raramente per strada perché per un disabile con difficoltà motorie uscire è davvero molto molto difficile, umiliante e frustrante.

Un disabile non può prendere un mezzo pubblico (autobus, treno o tram): i mezzi pubblici non sono adattati per le esigenze di un disabile (rampe o montascale) e hanno spazi angusti che impediscono i movimenti all’interno. Rimangono i taxi, anch’essi quasi sempre non adeguati e molto cari (mai viste convenzioni per i disabili).

Anche chi ha la fortuna di poter guidare di raro può muoversi in libertà. I marciapiedi non hanno rampe a sufficienza o a norma (spesso sono troppo pendenti), la pavimentazione è dissestata, i locali pubblici sono inacessibili per via della presenza di scale senza montascale e bagni non adeguati e lo stesso vale per negozi, cinema e teatri.

Quasi impossibile, inoltre, è trovare un posto auto. Anche il posto auto dovrebbe avere caratteristiche precise per poter essere usato da un disabile. Serve spazio intorno e dietro. I posti auto riservati sono spesso pochi e quei pochi sono o occupati da auto senza il contrassegno o le auto/moto a fianco sono posteggiate senza rispettare gli spazi intorno, rendendo impossibile l’entrata/uscita dall’auto.

I disabili spesso rinunciano a lavorare. Molte aziende non assumono i disabili. Nonostante la legge imponga loro una quota di dipendenti assunti aventi disabilità, le aziende preferiscono pagare le penali piuttosto che assumere un disabile. Assumere un disabile significa dover adattare i bagni, i piani di sicurezza, entrate ed uscite ed, inoltre, perché assumere una persona che potenzialmente ha diritto di non lavorare 3 giorni al mese? I disabili che lavorano, d’altra parte, si trovano davanti a talmente tanti problemi, difficoltà e spesso soprusi che rinunciano a lavorare, per vivere di sussistenza, i famosi assegni di invalidità  del cui valore vi rimando al sito dell’INPS, perché varia di caso in caso, o gli assegni di disoccupazione.

Allora, come si collocano i disabili nel nuovo millennio?

NELL’INDIFFERENZA.

Siamo ignorati, è come se non esistessimo, per lo Stato, per la Legge e per tutti gli altri concittadini.

L’atteggiamento generale è questo:

“hai avuto dei problemi e ti trovi ad avere necessità diverse da chi è normodotato?

Ci dispiace tanto, ma sono fatti tuoi, cerca di trovare un modo per farti curare, per spostarti, per poter uscire, per poter guadagnare uno stipendio.

Io non sono nella tua situazione e pensare a te mi costa uno sforzo (mentale più che fisico o di soldi) per cui arrangiati.”

 

 

 

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